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ITALIA

Lavori in corso

Governo, capigruppo Pd e M5s da Conte, in attesa del voto su Rousseau

I capigruppo pentastellati e dem a colloquio da Conte dopo le riunioni dei due partiti. Domani l'incognita del voto sulla piattaforma Rousseau. Di Maio: la nascita del nuovo governo dipenderà dal voto degli iscritti M5S

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Sono arrivate le delegazioni di 5stelle e democratici convocate dal premier incaricato, Giuseppe Conte, per parlare del programma di governo. Alle 17.30 si sono presentati all’ingresso di palazzo Chigi i capigruppo Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli per il M5s, Graziano Delrio e Andrea Marcucci per il Pd. "Speriamo che si faccia presto e bene" ha detto il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio arrivato per primo a palazzo Chigi. Ognuno agisce con le proprie regole e i propri meccanismi. Noi parliamo del programma e andiamo avanti con il lavoro impostato in queste settimane", aggiunge il capogruppo Pd al Senato, Andrea Marcucci, a chi gli chiedeva se considerasse uno sgarbo la mancata risposta M5s alla proposta dem di rinunciare ai vicepremier.

L'incontro giunge dopo una intensa giornata di lavoro nella quale sia i pentastellati che i dem hanno discusso al proprio interno, nelle cosiddette cabine di regia, le strategie e le tematiche per poter colloquiare con gli ex avversari e prossimi alleati. 

Intanto si vota
I 5 Stelle voteranno domani sulla piattaforma Rousseau, dalle 9 alle 18, per dire se siano d'accordo oppure no all'accordo di governo con il Pd. "La nascita del nuovo governo dipenderà dal voto degli iscritti M5S" avrebbe detto Luigi Di Maio questa mattina al termine del direttivo pentastellato come riferiscono fonti di agenzia. C'è aria di stretta finale per il nuovo governo. Sul piatto della bilancia ora si attende di valutare il peso delle consultazioni della base del M5S con il voto su Rousseau e, naturalmente, il peso delle decisioni che le cabine di regia sia dei pentastellati che dei dem hanno preso oggi e che porteranno al cospetto di Conte.

Rousseau
Proprio la consultazione su Rousseau potrebbe diventare un elemento decisivo nella realizzazione delle trattative. Sulla questione stamane è intervenuto il presidente dei senatori M5S, Stefano Patuanelli che ha detto: "La piattaforma è un mezzo che un movimento politico ha deciso di dotarsi per prendere le proprie decisioni, pari ad una direzione di partito. Se dovessero prevalere i no, il presidente del Consiglio dovrà sciogliere la riserva di conseguenza: in modo negativo. Non vedo alternativa". E poi sugli accordi tra Pd e M5S ha commentato: "Ci sono confronti in atto. Non si tratta di un vezzo, è una questione di assetto, di come due forze politiche si interfacciano con il presidente del Consiglio. Siamo due forze che si sono per lungo tempo contrastate, non è un problema di poltrone. Preferiremmo due vice premier ma non è certo una questione per cui non si procederà. Credo che ci siano buone possibilità che il dialogo di questi giorni porti ad un risultato positivo".

Cabine di regia
Questa mattina si è svolta a Palazzo Chigi la riunione del direttivo e dei ministri M5S presieduta dal leader del Movimento e vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, particolarmente taciturno con la stampa in questi giorni, ma che al termine dell'incontro ha postato su facebook: "Questa mattina a Palazzo Chigi ho incontrato ministri, vice ministri e sottosegretari del MoVimento 5 Stelle. Un saluto alla grande squadra del MoVimento che ha governato per 14 mesi con impegno e dedizione, pensando sempre al bene dei cittadini. Comunque andrà sono orgoglioso di loro e del lavoro svolto". All'uscita da Palazzo Chigi, Manlio Di Stefano, sottosegretario M5S agli Esteri, ha dichiarato: "Il ruolo di vicepremier? Non abbiamo parlato neanche oggi di vicepremier ma dei 20 punti del programma, deciderà Conte". "Non c'è nessuno scontro - ha poi aggiunto - Grillo ha sempre la sua tecnica, dare una randellata per dare meglio il messaggio a tutti: parla a nuora perchè suocera intenda". Ha commentato l'incontro del M5S anche il sottosegretario agli Interni, Carlo Sibilia che, dopo essersi augurato che il voto su Rousseau dica sì all'accordo con i dem, ha detto: "Ritengo che Di Maio debba avere un ruolo di primo piano, è il nostro capo politico ed è giusto cosi, però nessuno ora sta pensando alle poltrone e la discussione col Partito democratico non mi sembra sia bloccata, perché stiamo andando avanti sui punti. Oggi ne abbiamo parlato, è stato un bel procedimento". 

Alle 13, invece, i vertici del Pd si sono incontrati nella "cabina di regia" convocata dal segretario Nicola Zingaretti al Nazareno con il presidente del partito Paolo Gentiloni, i vicesegretari Andrea Orlando e Paola De Micheli, i capigruppo Andrea Marcucci e Graziano Delrio, le vicepresidenti Anna Ascani e Debora Serracchiani e il tesoriere Luigi Zanda. "Abbiamo fatto il punto della situazione e aspettiamo la convocazione da parte del presidente  del Consiglio incaricato per continuare a lavorare sui temi" - ha riferito il capogruppo del Pd al Senato, Andrea Marcucci, all'uscita dai lavori di partito. la convocazione è poi arrivata

Conte al Colle entro mercoledì
Il presidente incaricato Giuseppe Conte ha come obiettivo di salire al Colle al massimo dopodomani  per riferire al Presidente Mattarella. Nel frattempo, mentre continuano, serrate, le trattative M5S-Pd per provare a formare il governo giallorosso, stamane Conte nella sala dei Busti di Montecitorio ha ascoltato le associazioni di disabili e una delegazione di comitati di cittadini delle aree terremotate del Centro Italia. Tutto in forma super blindata, off limits per la stampa.