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MONDO

Sotto la lente di ingrandimento anche i piloti

Malaysia Airlines: possibile dirottamento. Il primo ministro: "Non escludiamo alcuna ipotesi"

Il Boeing 777 della Malaysia Airlines scomparso sabato scorso viene cercato ad ovest della Malesia. Il velivolo avrebbe subito un brusco cambio di rotta per sparire dai radar. Ignoto l'obiettivo. Il comandante era sostenitore del capo dell'opposizione

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La ricerca dell'aereo scomparso
Kuala Lumpur
L'ipotesi del dirottamento si fa strada prepotentemente tra le cause al vaglio degli inquirenti per la scomparsa del Boeing 777 della Malaysia Airlines, sparito dai radar sabato scorso durante la rotta tra Kuala Lumpur - Pechino e con a bordo 239 persone.

Secondo la stampa britannica, il comandante Zagarie Ahmad Shah, era un fanatico sostenitore di Anwar Ibrahim, leader dell'opposizione condannato lo stesso 7 marzo a cinque anni in un processo a cui Shah era stato presente. Solo 7 ore dopo la sentenza il comandante aveva preso il volo con l'aereo scomparso. 

Il primo ministro del governo malese Najib Razak, in una conferenza stampa convocata in mattinata, aveva parlato di una inequivocabile interruzione dei segnali di comunicazione del volo Mh370 precisando: "Non escludiamo alcuna ipotesi". Razak aveva spiegato che sono sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti tutte le possibili cause. Non sarebbe da escludere neanche la mano di uno o persino di entrambi i piloti a bordo del velivolo come autori del dirottamento. La polizia ha infatti perquisito l'abitazione di uno dei piloti.

L'aereo avrebbe subito un brusco cambio di rotta, eseguito da una persona esperta. I dati, ha aggiunto il primo ministro, rivelano con "un buon livello di certezza" che i due sistemi di comunicazione automatici, l'Acars (Aircraft Communications Addressing and Reporting System), che comunica via satellite con la compagnia di appartenenza, e il transponder, il radar secondario che identifica il velivolo sui monitor dei controllori di volo, furono "disattivati" uno dopo l'altro quando fu perso il contatto con i radar civili. Secondo fonti Usa consultate dal Wall Street Journal invece l'aereo trasmise la sua localizzazione ripetutamente ai satelliti grazie al sistema Acars per cinque ore dopo la sua sparizione dai radar. Ignoto l'obiettivo del dirottamento.

L'ultima comunicazione del satellite con il Boeing 777-200 è stata registrata alle 8,11 del mattino dell'8 marzo, circa sette ore dopo che il velivolo era scomparso dai radar, all'una e mezza. Il movimento del velivolo in quelle ore, in cui deviò dalla rotta e sorvolò la penisola della Malaysia per poi dirigersi verso l'Oceano Indiano, è "coerente con un'azione deliberata da parte di qualcuno a bordo dell'aereo", ha spiegato il premier.

Finora l'ultimo punto di comunicazone è stato localizzato in un'area all'interno di due grandi corridoi geografici: quello settentrionale che va dalla frontiera con il Kazakhstan e il Turkmenistan fino al nord della Thailandia, e quello meridionale dall'Indonesia al sud dell'Oceano Indiano.