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SPORT

Cagliari-Pescara

Cori razzisti, Corte d'Appello Federcalcio annulla la squalifica di Muntari

Il calciatore ghanese era stato espulso dopo che aveva protestato per 'buu' razzisti

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La Corte sportiva d'appello della Federcalcio ha annullato la giornata di squalifica inflitta a Sulley Muntari dal giudice sportivo, dopo che il ghanese del Pescara era stato oggetto di cori razzisti da parte di tifosi del Cagliari. A seguito delle sue proteste con l'arbitro per il mancato stop alla gara, il calciatore era stato espulso. In secondo grado, la corte ha accolto il ricorso di Muntari.

L'arbitro Minelli non era intervenuto mentre alcuni tifosi del Cagliari intonavano 'buu' razzisti contro il ghanese. Muntari aveva prima protestato prendendosi un cartellino giallo, quindi aveva lasciato il campo senza autorizzazione. Secondo giallo ed espulsione, con conseguente squalifica inflitta dal giudice sportivo. Che ha invece assolto da ogni responsabilità il club rossoblù: mancavano i presupposti normativi per la sanzione perché quei cori sono stati intonati da un gruppo sparuto di tifosi (una decina, l'1% del settore incriminato).

La 'rivolta' di Muntari ha avuto un'eco anche internazionale: gli inglesi lo hanno difeso, bacchettando l'Italia colpevole, a loro dire, di "fare poco contro il razzismo sui campi di calcio". Il caso è finito addirittura sotto la lente dell'Onu: "E' un esempio nella lotta al razzismo", aveva commentato da Ginevra l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Zeid Ra'ad al-Hussein. Un esempio di quel che bisogna fare, e non basta mai, "di fronte alle espressioni di razzismo a livello nazionale o internazionale sui campi di calcio, un problema persistente e che richiede una più grande attenzione da parte della Fifa", ha sottolineato l'esponente Onu.