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POLITICA

Un anno dopo le stragi di Parigi

Terrorismo, Alfano: "Rischi ci sono ancora, non abbassiamo la guardia"

La ricetta per un potenziamento della sicurezza sta "in  fonti di intelligence che si parlino, più cooperazione a livello giudiziario e tra forze di polizia e un più forte rapporto da consolidare con gli Usa"

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A un anno dalle stragi di Parigi, l'Italia tiene alta la guardia contro il terrorismo. Lo conferma al Giornale Radio Rai il ministro dell'Interno, Angelino Alfano. "Gli stessi profili di rischio dello scorso anno - ha detto il ministro - vivono anche quest'anno. A questi si aggiungono nuove valutazioni degli analisti che riguardano le sconfitte dell'Isis in Siria e in Iraq, che possono determinare delle reazioni".    

Di fronte a questi rischi, sottolinea Alfano, "abbiamo lavorato sulla prevenzione e in qualche caso siamo intervenuti proprio mentre qualcuno progettava di fare qualcosa di veramente negativo nel nostro Paese".  

"La nostra prevenzione è giorno e notte attiva e si nutre di intercettazioni di controlli personali", assicura Alfano, che rivendica di aver "espulso più di 100 persone per motivi di sicurezza nazionale, tra questi anche nove imam, proprio per affermare che ciascuno può pregare il proprio Dio, ma che se si fa predicazione violenta e magari antisemita e si inneggia all'odio, si va via dal nostro Paese".

Alfano ricorda poi "un decreto antiterrorismo che sta funzionando, e che ha reso il nostro Paese sicuro in un contesto globale in cui il rischio zero - ribadisce il ministro - non esiste".  

A livello internazionale, Alfano giudica necessario avere "fonti di intelligence che parlino tra di loro, cooperazione tra forze di polizia e cooperazione giudiziaria, e un forte rapporto che si deve ancor di più consolidare con gli Stati Uniti".