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ITALIA

L'associazione ambientalista contro le sostanze tossiche nei tessuti

Milano Moda, blitz di Greenpeace in Galleria

Blitz degli attivisti di Greenpeace che si sono calati dalla cupola della Galleria Vittorio Emanuele con corde e imbrachi per protestare contro l'uso di agenti inquinanti banditi dalla Comunità Europea nei capi dei grandi stilisti 

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Milano
Evento fuori programma per l'apertura della settimana della moda Milanese con attivisti di Greenpeace in azione nella Galleria Vittorio Emanuele, per chiedere alle più importanti case di Alta moda di eliminare le sostanze chimiche pericolose dai propri vestiti. Gli attivisti hanno calato un banner di 100 metri quadri dal soffitto della Galleria, sul quale sono raffigurati la top model russa Eugenia Volodina e un giovane Re chiaramente oltraggiato dalla presenza di sostanze tossiche nei suoi vestiti. Il testo del banner è "Beautiful Fashion, Ugly Lies? #TheKingisNaked".  Altri attivisti a terra hanno aperto uno striscione con il messaggio "Versace, Detox now!".

"Abbiamo svelato l'incubo tossico - afferma in una nota Chiara Campione, responsabile del progetto The Fashion Duel - che si nasconde dietro a questi abiti da sogno e chiediamo insieme a questo piccolo Re vestiti liberi da sostanze tossiche per ogni bambino del Pianeta. È arrivato il momento che i grandi marchi come Versace facciano quello che i consumatori e gli appassionati di moda di tutto il mondo stanno chiedendo: eliminare dalla propria filiera le sostanze chimiche pericolose. Valentino e Burberry lo hanno già fatto, cosa sta aspettando Versace?", conclude.
 
La spettacolare protesta, organizzata in occasione dell'apertura della settimana della moda femminile a Milano, segue un'indagine presentata la scorsa settimana dall'associazione ambientalista, che ha analizzato 27 capi per bambini prodotti da case di alta moda. "Non abbiamo trovato grandi differenza tra i brand del lusso e i brand del mass fashion che producono in Cina - spiegano da Greenpeace - e soprattutto abbiamo trovato tracce di sostanze chimiche proibite dalla Ue in alcuni capi Made in Italy e Made in France".