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ITALIA

il giovane è morto il 25 settembre 2005

Aldrovandi, Cassazione conferma condanna ad agente per depistaggi

Giudicato "inammissibile per tardività" il ricorso presentato dalla difesa dell'ispettore di polizia Marco Pirani, condannato in appello a  8 mesi di reclusione. Annullata senza rinvio per prescrizione la condanna a 10 mesi per l'agente Marcello Bulgarelli

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Roma
Si è concluso con la condanna di un agente e la prescrizione del reato per un altro poliziotto il processo 'Aldrovandi bis'.

La VI sezione penale della Cassazione ha confermato la condanna a 8 mesi per Marco Pirani - all'epoca dei fatti ufficiale di polizia giudiziaria presso la procura di Ferrara - per omissione di atti di ufficio. A Pirani era contestato di non aver inserito nel fascicolo del Pm il registro delle telefonate arrivate al 113 quando Aldrovandi morì per le botte degli agenti.

Annullato, invece, senza rinvio (per intervenuta prescrizione) la condanna a dieci mesi che era stata inflitta a Marcello Bolgarelli, addetto alla centrale operativa del 113, accusato di favoreggiamento e omissione. Bulgarelli era accusato, come addetto alla centrale 113 la mattina del 25 settembre 2005, di aver interrotto su richiesta di un collega la registrazione in cui questo gli avrebbe spiegato cosa era successo quella mattina.

Il processo 'Aldrovandi bis' ha riguardato i presunti depistaggi delle indagini sulla morte di Federico Aldrovandi, il 18enne morto durante un controllo di polizia all'alba del 25 settembre 2005 in un parco pubblico a Ferrara. Per la morte di Aldrovrandi, la Cassazione, il 21 giugno 2012, ha confermato le condanne - 3 anni e 6 mesi di reclusione per tutti - dei 4 poliziotti in servizio alla questura di Ferrara che intervennero quella notte.