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ITALIA

Carceri

Insulti al detenuto suicida, il ministro Orlando convoca il capo del Dap

Dopo i commenti sulla morte del detenuto nel carcere di Opera sulla pagina Facebook dell'Alsippe, un sindacato della polizia penitenziaria, il Dap interviene: pronti a sanzioni disciplinari per le frasi sul detenuto

 

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Un detenuto rumeno, condannato all'ergastolo per omicidio, si suicida impiccandosi nella sua cella del carcere di Opera, alla periferia di Milano. Nei giorni successivi, vengono pubblicati commenti al post che dà la notizia sulla pagina Facebook dell'Alsippe, l'Alleanza sindacale Polizia penitenziaria. Commenti molto forti, tra cui "un rumeno in meno" e "speriamo abbia sofferto". 

L'intervento del ministro Orlando
Interviene il ministro della Giustizia Andrea Orlando e fissa un incontro per giovedì 19 febbraio con il capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Santi Consolo. Il ministro vedrà il capo del Dap per avere elementi sull'inchiesta interna avviata e per valutare i provvedimenti da adottare. Il Guardasigilli convocherà inoltre nei prossimi giorni le sigle sindacali della polizia penitenziaria per discutere dell'accaduto ed evitare che simili inqualificabili comportamenti possano ripetersi.

L'intervento del Dap
"E' una cosa indegna. Abbiamo incaricato il nostro nucleo investigativo di ricostruire i fatti e di valutare la portata di quelle frasi. Se sarà accertato che gli autori di quei commenti sono poliziotti penitenziari, ovviamente agiremo di conseguenza anche in sede disciplinare". Luigi Pagano, Vice Capo del Dap (Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria), aveva commentato così il caso suscitato dalla pubblicazione sul profilo Facebook del sindacato di polizia penitenziaria Alsippe di commenti ingiuriosi su un detenuto morto suicida nel carcere di Opera.

"Commentare con 'uno di meno' o frasi simili la morte di un detenuto - aveva aggiunto Pagano - significa oltraggiare una persona e allo stesso tempo offendere anche un corpo, quello della Polizia penitenziaria, che ogni giorno lavora per rendere più umane le carceri italiane e per fare fronte alle tante difficoltà quotidiane che si incontrano nell'ambiente penitenziario. Quanto accaduto è davvero inaccettabile", conclude Pagano.