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MONDO

Il boia dell'Isis

Il terrorista 'Jihadi John' era stato espulso dalla Tanzania nel 2009 perché ubriaco all'aeroporto

L'uomo con l'accento britannico che avrebbe decapitato diversi ostaggi dell'Isis nel 2009 era in Tanzania  per fare un safari dopo la sua laurea. Fermato in aeorporto dalle autorità africane non gli era stato consentito l'ingresso nel paese per comportamenti molesti tipici di chi aveva bevuto

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Mohammed Emwazi il giovane britannico di origine musulmana che poi sarebbe diventato 'Jihadi John', come viene identificato l'uomo con il volto coperto e l'accento britannico che ha ucciso diversi ostaggi dell'Is, era stato espulso dalla Tanzania nel 2009 per comportamenti molesti tipici di chi ha bevuto sia in volo che al suo arrivo all'aeroporto di Dar es Salaam, rende noto la BBC citando fonti della polizia locale. Al giovane non era stato consentito l'ingresso nel paese perché "aveva portato scompiglio all'aeroporto" insieme ad altre due persone: Ally Adorus, ora detenuto in Etiopia dopo una condanna per terrorismo, e Marcel Shrodel. 

Il suo comportamento "era quello di una persona che aveva bevuto". Prima di essere espulso era stato trattenuto in custodia all'aeroporto "dopo che si era rifiutato di fare ritorno ad Amsterdam a bordo di un volo Klm in seguito al rifiuto delle autorità a lasciarlo entrare nel paese". All'aeroporto, Emwazi "aveva cercato di rimanere a tutti i costi...pretendeva il permesso di entrare, diceva, 'siete solo spazzatura'". Emwazi era partito per la Tanzania dall'Olanda per fare un safari dopo la sua laurea. Ma aveva poi raccontato in una serie di mail all'organizzazione di essere stato fermato e accusato di aver voluto aderire ai gruppi jihadisti somali di al Shabaab e che questo episodio aveva cambiato la sua vita.

Jihadi John ha chiesto scusa alla famiglia
Intanto il Sunday Times ha rivelato che Mohammed Emwazi, si è scusato con la sua famiglia "per i problemi e ledifficoltà causate dalla rivelazione della sua identità", ma non ha espresso alcun rimorso per le brutalità commesse. Il messaggio sarebbe stato recapitato alla famiglia da una "parte terza". La madre Ghaneya e quattro dei cinque fratelli di Emwazi vivono oggi sotto la protezione della polizia in una località segreta del Regno Unito, mentre il padre e la sorella maggiore si trovano in Kuwait.