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ITALIA

La sentenza

Morti al petrolchimico di Mantova, dieci ex manager condannati

Dieci le condanne inflitte agli ex manager dello stabilimento per un totale di 55 anni di carcere. Due le assoluzioni

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(foto archivio)
Dieci le condanne inflitte agli ex manager dello stabilimento al processo per le morti al petrolchimico di Mantova per un totale di 55 anni di carcere. Due, invece, le assoluzioni. E’ quanto ha stabilito il giudice Grimaldi nella sentenza, la cui lettura in aula è durata 23 minuti. 

I manager sono chiamati a rispondere della morte di tredici operai dovuta all’esposizione a sostanze cancerogene avvenuta tra il 1970 e il 1989. Sul banco degli imputati sono undici i manager dei vari gruppi che si sono succeduti nella gestione dello stabilimento.

Per altri 29 le accuse erano di rimozione o omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Il processo si era aperto l’11 gennaio 2011 dopo lunghe indagini cominciate dieci anni prima. Inizialmente erano sedici i manager sotto accusa e 73 i casi di morte di cui erano ritenuti responsabili.

La pubblica accusa aveva chiesto una pena complessiva di 80 anni, mentre le parti civili (tra cui la Regione Lombardia, il Comune e la Provincia di Mantova) un risarcimento danni complessivo di 324 milioni di euro. 

Nel condannare 10 dei 12 imputati, i giudici hanno anche riconosciuto il risarcimento di un milione di euro a famiglia di chi si è ammalato di tumore al sangue. Si tratta della prima volta che in Italia si collega il benzene a questo tipo di malattie e si arriva ad una condanna. 

Il tribunale di Mantova ha riconosciuto inoltre alle società del gruppo Eni, Versalis e Syndal, il diritto a ottenere in sede civile un risarcimento dagli ex manager della Montedison condannati per la morte degli operai che avevano lavorato al petrolchimico. I legali delle società del gruppo Eni avevano chiesto complessivamente danni per 235 milioni di euro, tuttavia, il tribunale non ha quantificato il risarcimento, demandando la decisione in sede civile.