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ITALIA

Indagine 'Last Business' dei Carabinieri del Nas di Parma

Tangenti al Policlinico di Modena, ex direttore Cencetti tra i 63 indagati

L'inchiesta coordinata dalla Procura di Modena ha portato a smascherare un "collaudato sistema di tangenti per l'acquisto di strumentazioni mediche e per l'affidamento di lavori al Policlinico di Modena". I carabinieri stanno eseguendo sequestri preventivi sui conti bancari riferibili agli indagati e alle società collegate

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policlinico modena (Ap photo - Marco Vasini)
Modena
"Un collaudato sistema di tangenti per l'acquisto di strumentazioni mediche e per l'affidamento di lavori al Policlinico di Modena" è stato scoperto con l'indagine dei Carabinieri del Nas di Parma 'Last Business'. Tra le 63 persone indagate anche l'ex direttore generale del Policlinico Stefano Cencetti. In corso sequestri preventivi, ai fini della confisca, di circa un milione e mezzo di euro sui conti correnti bancari riferibili a indagati e società collegate.

Per l'accusa, alcuni pubblici amministratori avrebbero violato il Codice degli Appalti per l'aggiudicazione di lavori e forniture a ditte preventivamente individuate. Secondo gli inquirenti Stefano Cencetti, alcuni suoi stretti collaboratori e professionisti sarebbero quindi responsabili di associazione per delinquere, corruzione, abuso d'ufficio, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, riciclaggio.   

Gli accertamenti si sono concentrati sulle procedure adottate per l'affidamento di alcuni appalti al Policlinico dal 2007 in avanti. Due, spiegano gli inquirenti, i settori in cui si sarebbero verificati atti illegittimi. 
Da un lato gli appalti con grandi gruppi imprenditoriali del ramo edile e servizi, consorzi di imprese aggiudicatari di commesse anche pluriennali per conto del Policlinico, nonché imprese designate per l'esecuzione delle opere appaltate.
Dall'altro gli appalti di forniture e servizi, più specificamente attinenti alle attività di assistenza della struttura ospedaliera, come contratti con privati del biomedicale. 

Il sistema delle tangenti per gli inquirenti era complesso e strutturato. I pagamenti, infatti, non avvenivano mai in modo diretto dal privato al pubblico ufficiale, ma almeno nelle prime fasi avevano una parvenza di legittimità. Le imprese costruttrici impegnate nei lavori eseguivano accrediti su conti correnti che facevano capo a enti, collegati ad alcuni dei principali indagati, che avevano come oggetto sociale l'organizzazione di servizi per la divulgazione e promozione scientifica. I versamenti di denaro, quindi, si giustificavano all'apparenza per l'organizzazione di convegni o per sponsorizzazione ad enti no profit o provider legati ad attività scientifiche e di ricerca.    

Il sistema, come ricostruito dalle indagini ancora in corso, ha evidenziato anche il riciclaggio dei proventi illeciti attraverso la collusione di enti e società. Tre quelle riconducibili ai principali indagati sui cui conti correnti sarebbe transitato il denaro frutto della tangente, che successivamente sarebbe stato trasferito, con false fatturazioni, sul conto corrente di un poliambulatorio di proprietà della moglie di uno degli indagati.