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ITALIA

La vertenza

Meridiana, l'azienda conferma i 1366 esuberi

La comunicazione della compagnia al tavolo di confronto aperto al ministero. Nell'ultimo incontro la compagnia aveva proposto di ridurre gli esuberi dai 1.634 iniziali a 1.366 e aveva revocato la procedura di mobilità, dandosi 30 giorni di tempo, fino ad oggi, prima di decidere come procedere. Di fronte al ministero è in corso la protesta dei lavoratori

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Doccia fredda al tavolo di confronto aperto oggi al ministero del Lavoro sulla questione Meridiana. La compagnia ha infatti confermato i 1.366 esuberi. Ora il confronto sta proseguendo senza l'azienda, solo tra sindacati ed istituzioni. Fuori del ministero la protesta di un centinaio di dipendenti della compagnia.

Meridiana ha quindi aperto il tavolo in corso al ministero del Lavoro confermando i 1.366 esuberi, risultanti dal taglio di 268 unità dal totale di 1.634 esuberi annunciati nel settembre scorso. 

Dopo l'introduzione effettuata dalla compagnia, rappresentata dall'amministratore delegato Scaramella, ora stanno intervenendo le istituzioni e i sindacati. Per il Governo, sono presenti il Ministro dei Trasporti Maurizio Lupi e il titolare del Lavoro Giuliano Poletti. 

Gestore aeroporto a dipendenti: "Scendete dalla torre"
E ad Olbia, dove continua la protesta-dimostrazione di alcuni dipendenti Meridiana, la Geasar, società di gestione dell'aeroporto di Olbia, ha diffidato il pilota Andrea Mascia e l'assistente di volo Alessandro Santochini di Meridiana a proseguire la protesta che dura da sei giorni sulla torre dell'illuminazione a 35 metri d'altezza. "E' nostro dovere diffidarvi nel perseguire la pericolosa e dannosa condotta e intimarvi di liberare immediatamente l'infrastruttura occupata", è scritto nella lettera fatta recapitare ai due dipendenti di Meridiana. 

La società di gestione dell'aeroporto "Costa Smeralda" - di cui Meridiana è proprietarie dell'80% delle azioni (a queste si aggiungono il 10% della Camera di Commercio di Sassari e circa l'8,5 di quella di Nuoro, il resto di Regione Sardegna e Consorzio Costa Smeralda) - nella lettera chiede di "cessare la gravissima condizione di pericolo che sta creando a danno degli utenti e degli stessi manifestanti".

Tra le motivazioni citate dalla Geasar vi sono ragioni di sicurezza, in quanto l'occupazione creerebbe "situazioni di pericolo per gli utenti del parcheggio che si trovano a transitare nelle vicinanze della torre faro". Ma non solo: l'azione, definita dalla società "deplorevole e sconsiderata", che configura "il reato di occupazione abusiva di infrastruttura appartenente al demanio aeroportuale", creerebbe anche problemi di natura economica, infatti "l'azione impedisce l'utilizzo dell'impianto di illuminazione del parcheggio e delle aree che, per motivi di sicurezza, sono state transennate per evitare l'accesso di persone, ciò con conseguente parziale interruzione di pubblico servizio e conseguenti danni economici per la società di gestione".

La diffida è firmata dall'ad della società, Silvio Pippobello, che annuncia che verranno adottate "tutte le azioni legali ai fini di tutelare i propri diritti e quelli dell'utenza aeroportuale".