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MONDO

All'indomani della parata militare

Corea del Nord fallisce test missilistico. Trump: "La Cina sta lavorando con gli Usa"

Il presidente degli Stati Uniti rompe il silenzio dopo il lancio fallito nordcoreano e torna a twittare. ​Intanto in queste ore giunge a Seul il vicepresidente Mike Pence, prima tappa di un tour di 10 giorni nell'area toccando cinque paesi: martedì incontrerà il premier giapponese

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La Corea del Nord ha tentato, fallendo, un nuovo lancio missilistico, a poche ore dalla parata militare a Pyongyang in cui il regime di Kim jong-un ha messo in campo una delle più imponenti dimostrazioni di forza in cui hanno sfilato i missili simbolo della minaccia nordcoreana che costituisce quel problema cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha garantito "verra' posto rimedio".

La risposta indiretta del presidente Usa è arrivata via twitter ed è rivolta ai cinesi: "Perché dovrei chiamare la Cina un manipolatore di valuta quando sta lavorando con noi sul problema nordcoreano. Vediamo cosa succede!" Trump, sempre su twitter ha scritto: "I nostri militari stanno crescendo e diventando rapidamente più forti che mai. francamente, non abbiamo scelta".


E' la scelta tattica di Washington di non dedicare troppa attenzione alle 'provocazioni' di Kim jong-un. Non per ora, o almeno presumibilmente fino a quando non sarà più chiara la natura di quest'ultimo gesto. Nello specifico la natura del missile che, lanciato dalle coste orientali del Paese alle 17.21 di sabato ora di Washington (già il giorno seguente in Corea del Nord), dalla città di Sinpo, è esploso quasi immediatamente dopo il decollo. Le prime indicazioni dalla Difesa sudcoreana, poi la conferma dei militari Usa, stabilendo che è stato utilizzato un unico missile e che l'area interessata è la stessa individuata per recenti tentativi falliti di lanci. Adesso sia Corea del Sud che Stati Uniti sono impegnati a ottenere maggiori informazioni sul tipo di missile utilizzato.   

Trump è stato chiaro nel suo tentativo di cercare il coinvolgimento della Cina nella risoluzione del 'problema' nordcoreano, ma altrettanto esplicito è stato nello scandire che se l'aiuto non dovesse arrivare gli Stati Uniti sono pronti ad occuparsene anche senza Pechino. E per dimostrarlo Trump ha mobilitato una "armada" (ovvero due cacciatorpedinieri in grado di lanciare missili Tomahawk verso il sito dove sono stati effettuati test nucleari nordcoreani. Bombardieri pesanti B-52 e B-2 Spirith nella base aerea di Guam, pronti ad attaccare se necessario. Quindi la portaerei Uss Carl Vinson in avvicinamento).  Anche da soli, ma non senza la previa consultazione degli alleati nell'area che è già in corso.

Il consigliere per la sicurezza nazionale del presidente americano ha affermato che la Cina sta lavorando a stretto contatto con gli Usa per risolvere la questione del nucleare nordcoreano. "C'e' un consenso internazionale, anche con i cinesi e i leader cinesi, che la situazione non può proprio continuare cosi'", ha detto il generale HR McMaster in un'intervista all'emittente americana ABC, poche ore dopo il fallito, nuovo test missilistico del regime di Pyongyang. Il generale ha sottolineato a piu' riprese l'inquietudine che alberga, a suo giudizio, anche nella leadership cinese.

In queste ore giunge a Seul il vicepresidente Mike Pence, prima tappa di un tour di 10 giorni nell'area toccando cinque paesi. Oggi Pence vedrà il premier sudcoreano Hwang Kyo-ahn, che svolge le funzioni presidenziali in attesa delle elezioni di maggio. Martedì sarà a Tokyo, dove incontrerà il premier Shinzo Abe. Quella col Giappone è infatti per l'America alleanza cruciale per gli equilibri regionali e anche a livello globale. Secondo le prime segnalazioni del ministero della Difesa dopo il tentativo di lancio di un missile balistico da parte della Corea del Nord, la sicurezza sul territorio giapponese non è stata messa a rischio.