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Coronavirus

I numeri della pandemia

Coronavirus: 3,5 milioni di vittime nel mondo, 167 milioni di casi

In India per la prima volta da metà aprile meno di 200 mila nuovi casi in 24 ore. In Brasile superati i 450 mila morti 

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Sono quasi 3,5 milioni, 3.469.640, le persone morte nel mondo a causa del coronavirus dall'inizio della pandemia più di un anno fa. Lo rilevano i dati della Johns Hopkins University. I casi totali sono 167.117.164, mentre oltre 1 miliardo e 670 milioni le dosi di vaccino anti-Covid somministrate.  Gli Stati Uniti restano in testa alla classifica dei Paesi con più casi (33.143.246) e più vittime (590.529 ), seguiti dall'India (26.752.447 e 303.720), dal Brasile (16.120.756 e 449.858) e dalla Francia (5.667.331 e 108.819).

In Brasile superati i 450 mila morti 
Dopo 15 mesi di pandemia, in Brasile il numero dei decessi ha raggiunto quota 450mila. La tragica cifra è stata toccata dopo che il ministero della Salute locale ha divulgato gli ultimi dati sull'emergenza sanitaria, relativi alla giornata di ieri, in cui si sono contati 841 decessi. Con la media mobile delle letalità ancora ad un livello elevato e il numero di casi in aumento, il paese amazzonico ha già accumulato 450.026 vittime dalla comparsa del morbo. La media settimanale dei decessi, che elimina le distorsioni tra giorni lavorativi e fine settimana, è stata di 1.881 nella giornata di ieri, in calo rispetto al giorno precedente, quando segnava 1.909, ma comunque ad un livello decisamente troppo alto per essere considerato rassicurante. A sua volta, l'aumento dei contagi, in rialzo nelle ultime settimane, è motivo di forte apprensione nella comunità scientifica, anche a fronte di una copertura ancora insufficiente della popolazione sul fronte vaccinale. Lunedì della scorsa settimana, i nuovi contagi erano stati 35.888 in 24 ore, mentre ieri sono stati 37.563 per oltre 16,1 milioni di infezioni dall'apparizione della malattia

La maggior parte dei decessi per coronavirus in Brasile sono stati registrati quest'anno. Nel 2020, dopo il picco della prima ondata, il numero di casi e decessi ha cominciato a diminuire tra luglio e agosto per avere un ulteriore aumento da novembre. L'emergere di un nuovo ceppo del virus a Manaus ha fatto crollare il sistema sanitario e ha causato la stessa catastrofe in quasi tutti gli stati tra febbraio e marzo di quest'anno. La progressione del virus in Brasile è stata impressionante: l'anno scorso il paese ha impiegato quasi cinque mesi per raggiungere i primi 100mila morti e altri cinque mesi arrivare a 200mila, traguardo raggiunto il 21 gennaio. Poi ci sono voluti appena due mesi e mezzo per raggiungere le 300mila vittime ed appena 61 giorni dopo si è toccata la quota odierna di oltre 450mila morti.

In India, per la prima volta da metà aprile meno di 200 mila nuovi casi in 24 ore
Per la prima volta da metà aprile  l'India segnala meno di 200.000 casi di Covid-19 accertati nell'arco  di 24 ore, ben al di sotto degli oltre 400.000 di inizio mese, ma  resta alto il dato sui decessi. I dati comunicati dal ministero della  Sanità e riportati dal Times of India parlano di 196.427 nuovi contagi e di altri 3.511 decessi. Per quanto riguarda i contagi, sottolinea il giornale, si tratta del dato più basso dallo scorso 14 aprile, quando  le autorità sanitarie segnalarono 200.739, ma solo negli ultimi 13  giorni l'India ha registrato un totale di oltre 50.000 decessi a causa della pandemia.        Dall'inizio dell'emergenza sanitaria il gigante asiatico, con una  popolazione di oltre 1,3 miliardi di persone, ha confermato 26.948.874 casi e 307.231 decessi. I casi attivi sono 2.586.782, mentre sono  24.054.861 le persone dichiarate guarite.