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Coronavirus

"Situazione complessivamente e diffusamente molto grave"

Coronavirus, l'allarme dell'Iss: "Rischio di epidemia incontrollata e non gestibile"

L'indicazione è quella di una "drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone" per alleggerire la pressione sui servizi sanitari". Da mercoledì altre cinque regioni in area arancione: Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana e Umbria. In giornata la decisione sulla situazione della Campania. Ipotesi di lockdown totale se i numeri non dovessero scendere. Zampa: "Vaccino a giugno, presto le regole per il Natale"

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L'epidemia di Covid-19 in Italia peggiora e a livello nazionale l'indice di contagio Rt è pari a 1,7. "Nella settimana di monitoraggio - si legge nell'headline del report relativo alla sintesi nazionale - tutte le Regioni/PA sono classificate a rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile sul territorio o a rischio moderato con alta probabilità di progredire a rischio alto nelle prossime settimane".  La maggior parte del territorio nazionale è compatibile con uno scenario 3 ma sono in aumento le Regioni e le province autonome in cui la velocità di trasmissione è già compatibile con uno scenario 4 e la situazione è ormai  "complessivamente e diffusamente molto grave sull'intero territorio con criticità ormai evidenti in numerose aree". Intanto, torna a far discutere l'ipotesi di un lockdown totale e misure diffuse in tutto il Paese, che potrebbe essere deciso per il 15 novembre se i numeri non dovessero scendere, come invocato dall'ordine dei medici nei giorni scorsi. 

Situazione epidemiologica in peggioramento
La Lombardia con 2.08 è la regione con l'Rt più alto, segue la Basilicata con 1.99, Piemonte con 1.97, Molise con 1.88. e Provincia autonoma di Bolzano 1.87. È essenziale"rafforzare le misure di mitigazione in tutte le Regioni/PA", osserva l'Iss e il direttore del dipartimento della Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza, presenta il quadro di una"situazione epidemiologica da Covid-19 che continua a peggiorare", con "oltre 500 casi per 100 mila abitanti e quasi tutte le regioni italiane pesantemente colpite". Fra le preoccupazioni maggiori c'è quella per le strutture sanitarie: ci sono "forti criticità dei servizi territoriali e il raggiungimento attuale o imminente delle soglie critiche di occupazione dei servizi ospedalieri in tutte le Regioni/PA", si legge nell'analisi dei dati per il periodo 26/10-1/11 con aggiornamento al 9 novembre.

L'indicazione è quella di una "drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone in modo da alleggerire la pressione sui servizi sanitari. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile". Ieri, come ogni lunedì, i casi segnano una riduzione: sono scesi a 25.271 (7.000 in meno in 24 ore), e si è ridotto anche il numero dei tamponi: 147.725 ieri contro 191.144. I decessi sono stati 356 in più in 24 ore e i ricoveri nelle unità di terapia intensiva sono saliti complessivamente a 2.849. 

Altre cinque regioni in zona arancione
Dall'11 novembre la Provincia autonoma di Bolzano diventerà zona rossa, insieme a Lombardia, Piemonte, Calabria e Valle d'Aosta che già lo sono. In zona arancione entrano invece Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana e Umbria, che si affiancano cosi a Puglia e Sicilia. In questo caso i ristoranti e bar restano chiusi per tutta la giornata. I negozi restano aperti. La Dad è prevista per le scuole superiori. La circolazione all'interno di un Comune è permessa ma non lo è abbandonare il proprio Comune di residenza,domicilio o abitazione. E' vietato entrare o uscire dalla Regione.

Tutte le altre Regioni si collocano nella zona gialla fino al 3 dicembre per effetto dell'ultimo dpcm. In tutto il Paese il coprifuoco scatta alle 22.

Zampa: "Vaccino a giugno, presto le regole per il Natale"
"I cittadini comuni potranno essere vaccinati entro l'estate. Ma anche i medici di base devono in questa fase fare la loro parte, con visite e tamponi, altrimenti rischiano la convenzione con lo Stato". Parola di Sandra Zampa, sottosegretaria alla Salute, che in un'intervista alla Stampa annuncia nuove regole per il Natale in famiglia, allo studio del governo: "Ci sarà un provvedimento che riguarderà Natale: si deve dire che non deve essere un Natale solitario, ma che le famiglie possono riunirsi nel nucleo ristretto, parenti di primo grado, fratelli e sorelle. La gran parte delle restrizioni attuali è bene che restino, magari con un allentamento del rigore per alcuni esercizi".

Riguardo al vaccino: 'I cittadini potranno ricevere le prime  dosi di vaccino molto presto, prima di giugno" E aggiunge, "l'Italia ne ha fatto un ordinativo che basta a coprire tutta la popolazione, abbiamo prenotato 70 milioni di dosi. Il vaccino avrà un costo bassissimo, sotto i 5 euro. La vaccinazione comincerà dagli operatori socio-sanitari, forze dell'ordine, anziani, tutti i lavoratori fragili. E poi per classi di età: verrà fissato un criterio e si arriverà velocemente a tutti".

Rispondendo all'appello dei medici per un lockdown totale Zampa sostiene che "questa epidemia va affrontata con una grande razionalità, che misuri l'impatto delle azioni messe in atto. Ma siamo tutti consapevoli che se il trend non muta, nessun servizio sanitario al mondo potrebbe reggere. Se tutto si rivelasse inefficace, nessuno attenderà fino all'ultimo. Bisogna combattere con un elemento fondamentale che è il tempo e nessuno farà tardi, tanto meno il ministro Speranza".

Infine, in merito ai sospetti sulla qualità e uniformità dei dati delle Regioni per l'inserimento nelle varie "zone" Zampa sostiene che "c'è stato un approfondimento severo dei dati nella cabina di regia. E credo che le regioni ora stiano facendo il massimo. La Campania ci deve fornire nuovi dati e verrà presa una decisione".

Richeldi (Cts): "Lockdown generalizzato difficilmente sostenibile"
Credo che il lockdown  generalizzato per i prossimi mesi sia difficilmente sostenibile.  Bisogna cercare una soluzione più flessibile, perché ci troviamo  davanti a una maratona da correre". Lo ha detto Luca Richeldi,  direttore dell'unità di Pneumologia del Policlinico Gemelli Irccs di  Roma e componente del Comitato tecnico-scientifico (Cts)  sull'emergenza coronavirus, ospite di 'Agorà' su RaiTre.