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Coronavirus

"In Italia 11 casi Omicron e altri casi sospetti"

Covid, Brusaferro: "Il virus circola, 173 casi ogni 100mila abitanti"

"Attualmente in Italia ci sono 11 sequenze di variante Omicron, altre sono sospette, e colpiscono più regioni", ovvero Calabria, Campania, Sardegna, Veneto e Provincia autonoma di Bolzano ha spiegato il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità  nel corso di un'audizione in Commissione Affari Costituzionali del Senato

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"Siamo ancora in situazione epidemica. I dati aggiornati a ieri sera mostrano che sta ancora aumentando in termini di numero di nuovi infetti, con un'incidenza di 173 casi su 100.000 persone". Lo ha detto il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro nel corso di un'audizione in Commissione Affari Costituzionali del Senato su tema di "Obblighi vaccinali e rafforzamento certificazioni verdi Covid-19". Secondo Brusaferro siamo di fronte a "un andamento della circolazione che tocca alcune fasce più di altre, mostrando una forte corrispondenza con la popolazione non vaccinata". Il presidente dell'ISS ha parlato anche di occupazioni ospedaliere, dove si registra "una crescita di un punto percentuale ogni settimana", con dati nazionali che al 6 dicembre certificano un'occupazione di pazienti Covid in terapia intensiva al 7,5% e in area medica al 9,9%. Anche questi dati secondo Brusaferro testimoniano un aumento della circolazione del virus.

Per quanto riguarda la variante Omicron, Brusaferro ha spiegato che "ci sono 11 sequenze confermate in diverse regioni e altre sospette" e ha aggiunto che si tratta di "persone transitate in Sudafrica o contatti stretti di persone che avevano trascorso periodi in Sudafrica". "Attualmente in Italia ci sono 11sequenze di variante Omicron, altre sono sospette, e colpiscono più regioni", ovvero Calabria, Campania, Sardegna, Veneto e Provincia autonoma di Bolzano. "Riguardano casi di persone che avevano transitato in Sud Africa o loro contatti stretti " ha spiegato Brusaferro.

Covid, Vaia: "No quarta o quinta dose ma richiamo annuale con vaccini aggiornati"
"È molto grave fare annunci su quarta e quinta dose. Siamo più onesti e più corretti, dobbiamo dire due cose. Intanto dobbiamo guardare oltre e secondo me dobbiamo cominciare a pensare di uscire da questa emergenza dicendo che faremo, così come per l'influenza, un vaccino annuale, ma un vaccino che sia aggiornato con le varianti che mano a mano troveremo. Anche il virus influenzale varia: non abbiamo mai detto 'facciamo un vaccino con la variante Y'.  Adesso tutti abbiamo imparato questo: il virus, questo come altro, varia e varierà, per cui faremo un vaccino annuale". Lo ha detto Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani di Roma, ospite questa mattina in Non Stop News, con Giusi Legrenzi e Enrico Galletti, su Rtl 102.5. "Bisogna imporre alle cause farmaceutiche, faccio di nuovo mio l'appello della von der Leyen che ha detto che bisogna aggiornare i vaccini. Non quarta e quinta dose ma una dose di richiamo annuale e il Presidente Draghi prenda un po' di coraggio: faccia finire questa emergenza e facciamo un vaccino annuale", ha aggiunto.