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Coronavirus

L'allarme del G7: "Omicron altamente trasmissibile, serve azione urgente"

Covid, il mondo in allerta per Omicron, Super Green pass e stretta sui controlli in Italia

I sindaci chiedono al governo l'obbligo della mascherina all'aperto in tutta Italia fino al 15 gennaio. Il ministro dell'Interno Lamorgese sente i prefetti e chiede "controlli più serrati nelle aree affollate"

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La variante Omicron del Covid-19 è "altamente trasmissibile" e richiede "un'azione urgente": così i ministri della Sanità del G7. "Dobbiamo fare tutto il possibile per fermarne la diffusione", afferma l'Ue. Il Regno Unito anticipa le terze dosi di vaccino.  L'Oms, che ha aperto una tre giorni dell'Assemblea sanitaria mondiale, ha avvertito di un rischio "molto elevato" derivante dalla diffusione di Omicron. Al momento dal Sudafrica i medici riferiscono di pazienti con sintomi lievi, ma gli scienziati sono al lavoro per studiare la variante. Omicron "è motivo di preoccupazione, non di panico" e vaccinarsi è "la migliore protezione contro questa nuova variante", ha detto Joe Biden, invitando i cittadini Usa a ricevere booster. E intanto il presidente del Consiglio europeo Charles Michel sta verificando la possibilità di un vertice Ue in videoconferenza sul coordinamento Covid. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha fatto sapere che sono 33 i casi confermati di Omicron in 8 Paesi Ue (Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo). A questi si è aggiunta poi la Spagna, con il 1° caso rilevato a Madrid su un viaggiatore arrivato dal Sudafrica.

In Italia stretta sui controlli e accelerazione sui vaccini
In Italia i sindaci chiedono al governo di rendere obbligatoria la mascherina all'aperto dal 6 dicembre al 15 gennaio. Nelle ore di punta e sui luoghi affollati scatta la stretta dei controlli delle forze dell'ordine nel periodo 6 dicembre-15 gennaio, quando sarà in vigore il decreto che ha introdotto il super green pass; su bus e metro ci sarà un'azione di verifica pianificata e condivisa con le aziende del trasporto; per bar, ristoranti e locali fondamentale la collaborazione dei gestori, che dovranno essere rigorosi all'ingresso se non vogliono rischiare chiusure. Prende forma il piano di controlli per il periodo di Natale. Ieri il primo confronto tra il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese ed i prefetti delle città capoluogo di regione. E una voce in capitolo l'avranno anche i sindaci che hanno chiesto al governo l'obbligo della mascherina all'aperto in tutta Italia fino al 15 gennaio, misura già preso da alcuni Comuni. Saranno ora i Comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica a riunirsi in settimana per adottare i piani che saranno attivi dal 6 dicembre. E prima del weekend ci sarà un nuovo confronto tra ministra e prefetti per la messa a punto definitiva dei piani.   La curva di contagi è in salita, la variante Omicron aumenta l'allarme. L'Italia,  ha evidenziato Lamorgese, si trova in una "fase ancora molto delicata per la salute pubblica". Non può esserci spazio per un allentamento delle prescrizioni. E dunque, ha assicurato la titolare del Viminale, "le forze di polizia e le polizie locali continueranno a dare il massimo e ad agire con responsabilità ma anche con la necessaria fermezza, effettuando controlli più serrati sulla certificazione verde con una particolare attenzione alle aree e alle fasce orarie di maggiore afflusso di persone".

Il riferimento alle polizie locali non è di maniera: le carenze negli organici delle forze di polizia sono ben presenti al ministro che conta quindi nella collaborazione dei sindaci e del loro personale in divisa per i controlli che saranno a campione.   La raccomandazione ai prefetti è quella di "coinvolgere tutti i soggetti interessati", intensificando il "confronto con i rappresentanti delle associazioni di categoria degli esercenti anche al fine di sviluppare una capillare opera di sensibilizzazione dei propri aderenti". Non si può infatti pensare ad irruzioni a tappeto degli agenti in bar e ristoranti per verifiche sui pass. Concorda la Fipe, che ha invitato i gestori dei locali ad "effettuare controlli rigorosi sui certificati di chi vuole consumare al tavolo all'interno di bar e ristoranti".

Lo spauracchio, altrimenti, è  quello dei lockdown adottato da Austria, Germania ed Olanda. Il Friuli Venezia Giulia, prima regione a finire in zona gialla, ha anticipato oggi le misure del decreto ed il prefetto di Trieste, Annunziato Vardè, ha chiarito che non cambia nulla per il consumo al banco nei locali pubblici: si può senza esibire alcun documento.   Un tema particolarmente delicato affrontato nella riunione è quello del trasporto pubblico locale. Bus e metro strapieni nelle grandi città durante le festività natalizie si prestano poco a controlli efficaci. Per questo serve un'intesa su "modalità condivise" con le municipalizzate per mettere a punto servizi di verifica sui mezzi. Gli agenti delle forze di polizia non saliranno sui mezzi per chiedere il pass, ma si posizioneranno alle fermate dei bus, all'ingresso delle stazioni della metro, alle stazioni ferroviarie, per supportare i controllori. C'è ancora da chiarire, anche da un punto di vista normativo, se i controllori delle municipalizzate possano accertare il possesso della certificazione verde, oltre che del biglietto. Ci sarà per questo un confronto anche con il ministro dei Trasporti, Enrico Giovannini. 

G7: "Omicron altamente trasmissibile, serve azione urgente"
La variante Omicron del coronavirus è, "a una prima valutazione", "altamente trasmissibile" e "richiede un'azione urgente". A dirlo i ministri della Sanità del G7, riunitisi d'emergenza mentre casi della nuova versione del virus vengono rilevati in sempre più Paesi. L'Oms, che ha aperto una tre giorni dell'Assemblea sanitaria mondiale, ha avvertito di un rischio "molto elevato" derivante dalla diffusione di Omicron. Al momento dal Sudafrica i medici riferiscono di pazienti con sintomi lievi, ma gli scienziati sono al lavoro per studiare la variante. Omicron "è motivo di preoccupazione, non di panico" e vaccinarsi è "la migliore protezione contro questa nuova variante", ha detto Joe Biden, invitando i cittadini Usa e ricevere booster. E intanto il presidente del Consiglio europeo Charles Michel sta verificando la possibilità di un vertice Ue in videoconferenza sul coordinamento Covid, anche se non è ancora chiaro quando potrebbe essere convocato.L'imperativo è vaccinare: i ministri del G7, nella dichiarazione congiunta, hanno riconosciuto "l'importanza strategica di garantire l'accesso ai vaccini" e si sono impegnati a tenere alta la guardia e a incontrarsi nuovamente a dicembre. Il Regno Unito, che il G7 lo ha convocato, proprio alla luce della diffusione della variante Omicron (almeno 6 casi sono stati individuati in Scozia, dove si sospetta una trasmissione locale) ha deciso di estendere la campagna di vaccinazione con terze dosi: il booster verrà offerto a tutti i cittadini di età compresa fra 18 e 39 anni (mentre finora era stata offerta solo agli over 40 e ai soggetti ritenuti vulnerabili) e potrà essere somministrato tre mesi dopo la seconda dose. Negli Stati Uniti, dove l'arrivo di Omicron viene ritenuto "quasi inevitabile", Joe Biden ha escluso per il momento nuovi lockdown, perché "se le persone sono vaccinate e indossano la mascherina, non c'è necessità di lockdown". Ma ha invitato a "vaccinare anche il mondo", lanciando un appello agli altri Stati a donare vaccini ai Paesi più in difficoltà.Il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, oltre a spingere per un accordo mondiale sulle pandemia, ha di fatto criticato le restrizioni di viaggio imposte ai Paesi dell'Africa meridionale: dovrebbero essere elogiati e non "penalizzati" per avere individuato la variante, ha detto. "Il Sudafrica dovrebbe ottenere una medaglia d'oro per la qualità della sua scienza e della sua trasparenza", non dei travel ban, gli ha fatto eco una portavoce dell'Oms, Margaret Harris.Ma i Paesi non sembrano seguire questa indicazione: restrizioni sono state introdotte tanto dagli Stati Uniti quanto da sempre più Paesi Ue, man mano che si rilevano più contagi. Il Giappone ha annunciato un divieto di ingresso a tutti i visitatori stranieri, unendosi a un provvedimento già preso da Israele, mentre l'Australia ha deciso di rimandare la riapertura delle frontiere. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha fatto sapere che sono 33 i casi confermati di Omicron in 8 Paesi Ue (Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo). A questi si è aggiunta poi la Spagna, con il 1° caso rilevato a Madrid su un viaggiatore arrivato dal Sudafrica.