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POLITICA

Il settimanale: "Causa proverà nostra correttezza"

Crocetta chiede 10 milioni a Espresso. Anche Caltanissetta precisa: intercettazione non agli atti

Il governatore della Sicilia per la prima volta apre ad un possibile passo indietro: "Riforme entro un mese poi via". Mentre il suo intervento davanti all'assemblea regionale è stato rinviato a giovedì

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In primo piano ancora il caso Crocetta. Alla causa annunciata dal legale del governatore siciliano per la pubblicazione sull'Espresso della presunta intercettazione tra Crocetta e il suo medico di fiducia, risponde la direzione del settimanale. "Il procedimento proverà la nostra correttezza" si legge in una nota. Intanto anche la procura di Caltanissetta, dopo quella di Palermo, sottolinea che l'intercettazione non è tra gli atti in suo possesso, smentendo così voci sulla possibilità che quella conversazione potesse essere in suo possesso.

Crocetta, provato dalla bufera mediatica e dalla accuse, per la prima volta apre ad un possibile passo indietro: "Riforme entro un mese poi via". Mentre il suo intervento davanti all'assemblea regionale è stato rinviato a giovedì.

Espresso: "Causa proverà nostra correttezza"
"La causa annunciata dai legali di Rosario Crocetta può diventare l'occasione processuale per comprovare la piena correttezza del comportamento dell'Espresso e per fare definitiva chiarezza su quanto è avvenuto". Questo precisa la direzione dell'Espresso nella nota.

Legale Crocetta: "All'Espresso danni per 10 milioni"
Il legale di Rosario Crocetta non usa metafore per definire la situazione in cui è stato coinvolto il suo assistito dopo il giallo legato all'intercettazione su Lucia Borsellino. In conferenza stampa Vincenzo Lo Re parla di metodi stragisti contro il presidente della Regione Sicilia e chiede 10 milioni al settimanale l'Espresso. Un'azione risarcitoria civile, per un milione di euro, sarà effettuata anche nei confronti di Pietrangelo Buttafuoco per l'articolo pubblicato nei giorni scorsi sul Fatto quotidiano.