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ITALIA

A giugno tentativo di intrusione

Cyberspionaggio, l'Aeronautica conferma: abbiamo respinto un attacco hacker

Si ipotizza che siano stati hacker russi. Nel mirino, ha anticipato la Repubblica, i segreti degli F-35. L'Aeronautica precisa, però, che non è la forza armata a detenere questi segreti, ma è la Difesa con i suoi server

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Ci fu sì un vero e proprio attacco di hacker a un server dell'Aeronautica militare italiana, ma le difese informatiche antintrusione "hanno funzionato a dovere" e "alcun segreto o altro che potesse essere di interesse esterno è stato violato e acquisito". Il 'muro' informatico a tutela dell'attività dell'Aeronautica ha funzionato, anzi quel tentativo è stato a sua volta 'attenzionato', come si suol dire in linguaggio burocratico-militare, rovesciando quasi il ruolo dei soggetti interessati: da preda a predatore.

E' la prima precisazione che arriva da ambienti della forza armata azzurra dopo quanto pubblicato oggi da Repubblica circa il tentativo di attacco da hacker - s'ipotizza russi - lo scorso maggio, un attacco seguito a quello dell'anno prima e più radicale. "Il tentativo di intrusione - viene spiegato all'Agi- ha riguardato uu sito di posta elettronica non classificato, quindi non riferito a materiale sensibile. E' stato seguito, tenuto d'occhio, verificato che effettivamente si trattava di un attacco e non di una semplice ipotesi, e tramite le nostre contromisure è stato fatto in modo che non andasse a buon fine".

Le "barriere e la nostra organizzazione interna che selezionano tutte le procedure hanno evitato che fosse violato alcun server. E tutto è stato riferito alla catena gerarchica". L'Aeronautica nega che nel mirino degli hacker ci fossero segreti sugli F35, precisando che non è la forza armata a detenere questi segreti, ma è la Difesa con i suoi server. E anche da qui vengono assicurazioni di alcuna violazione o di segreti non più tali.

Il tentativo di intrusione a giugno scorso
A giugno dello scorso anno, scrive oggi la Repubblica, un collettivo di hacker, probabilmente russi, è entrato nei server dell'Aeronautica militare, gli stessi che conservano i segreti degli F35. Dovrebbe trattarsi della stessa crew, Apt28, che dall'ottobre 2014 al maggio 2015, come raccontò il quotidiano, riuscì a rubare flussi di notizie riservate dai server del ministero della Difesa. Gli stessi, probabilmente, che hanno hackerato il server del partito democratico durante le elezioni presidenziali americani e reso noti i nomi degli atleti occidentali che hanno gareggiato alle Olimpiadi di Rio con sostanze dopanti grazie a esenzioni terapeutiche.

"I vertici militari per fortuna - spiega il presidente della commissione Difesa al Senato, Nicola Latorre, esponente del Pd sempre a la Repubblica - ci assicurano che la parte più sensibile delle informazioni, quella classificata, non è stata toccata. Possiamo dire senza timore che il nostro livello di sicurezza ha tenuto impedendo un'offensiva che avrebbe potuto creare gravi conseguenze. Ma, proprio per questo, è evidente che i motivi di preoccupazione ci sono".