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POLITICA

'Semplificare fisco'

Def, via libera alle Camere. Stop aumenti Iva e più flessibilità. Tria: "Prevenire aggravio conti"

Sul reddito di cittadinanza, il ministro sottolinea che è centrale, ma 'no' all'assitenzialismo. E annuncia che è pronta una task force per rilanciare gli investimenti. Bagnai: stop aumento Iva coperto con misure alternative 

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Via libera dell'Aula del Senato alla risoluzione di maggioranza Lega-M5S sul Def. I voti favorevoli sono stati 166, 127 quelli contrari. Gli astenuti sono stati 6.

Stop all'aumento dell'Iva, misure nel 2018 a saldi invariati e maggiori spazi di flessibilità sul deficit con un rinvio del pareggio di bilancio attualmente programmato al 2020. Sono gli impegni richiesti al governo dalla maggioranza M5s-Lega con la risoluzione sul Def tendenziale approvata dalle Camere.

Impegni sottoscritti dal ministro dell'Economia, Giovanni Tria, che ha assicurato "una seria riflessione" sul percorso di riduzione del deficit da concordare con l'Europa, ma ha confermato la linea prudente sui conti pubblici definendo condizione "imprescindibile" il calo del debito.  

"La nostra azione in Europa deve essere volta verso una profonda riforma delle istituzioni economiche che governano l'Eurozona". Ha affermato il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, intervenendo nell'Aula della Camera in replica nel corso della discussione generale sul Def. Tria ha evidenziato "le gravi inadeguatezze che caratterizzano l'attuale equilibrio istituzionale europeo".

Semplificare fisco
"La semplificazione del sistema fiscale e la progressiva riduzione della pressione fiscale sono da tempo considerate parte essenziale della creazione di un ambiente pro crescita" -. ha detto inoltre Tria - aggiungendo: "La crisi iniziata 10 anni fa che ha investito il Paese si è scaricata su un'economia che soffriva e soffre da troppi anni di significativi problemi strutturali" e "a dieci anni siamo ancora lontani dai dati precrisi a differenza della quasi totalità dei paesi dell'area euro".

Reddito di cittadinanza centrale ma 'no' assistenzialismo
"Un ruolo centrale in questa  strategia avra' il reddito di cittadinanza, volto a contrastare le sacche di poverta' presenti in Italia tramite interventi non assistenziali, bensi' tramite l'integrazione nel mercato del lavoro" ha detto ancora il ministro dell'Economia. "Assicurare un reddito dignitoso a chi e' temporaneamente in stato di disoccupazione o che per vari motivi ha difficolta' a entrare o rientrare proficuamente in un impiego - ha osservato Tria - e' condizione essenziale per consentire in un quadro  di stabilita' sociale i necessari processi di innovazione tecnologica e ristrutturazione produttiva dettati dalle sfide del processo scientifico  e della salvaguardia ambientale". 

Task force per rilancio investimento
"Verrà costituita un task force all'interno de governo" per il rilancio degli investimenti "con l'intento di affrontare tali temi in maniera rapida e organica" annuncia Tria ricordando che "gli ostacoli che hanno impedito di tradurre in azione effettiva i programmi di rilancio degli investimenti non solo non sono stati rimossi ma rafforzati e a volte in modo sconsiderato". Il governo, ha aggiunto, "è consapevole che i maggiori ostacoli alla spesa pubblica per investimenti non vengono dalle carenza di risorse finanziarie bensì dalla perdita delle competenze tecniche e progetutali delle amministrazioni pubbliche, dalla spesso difficile interazione tra le amministrazioni sia centrali che territoriali e dagli effetti non voluti del recente codice degli appalti".

Stop aumento Iva coperto con misure alternative
"Il quadro economico-finanziario prospettato nel Def, non avendo natura programmatica, contempla l'aumento delle imposte indirette nel 2019 e, in minor misura, nel 2020, previsto dalle clausole di salvaguardia in vigore. Come gia' avvenuto negli anni scorsi, tale aumento potra' - e direi dovra' - essere sostituito da misure alternative con futuri interventi
legislativi che saranno effettuati dall'attuale governo". Lo ha detto il relatore di maggioranza sul Def, Alberto Bagnai (della Lega) intervenendo nell'Aula del Senato. Per Bagnai, "va evitato che uno smaltimento accelerato delle garanzie immobiliari, in uno scenario di crescita che comunque presenta rischi di rallentamento, metta in ulteriore difficolta' l'economia". 

Maggioranza: stop a amento Iva e accise
La maggioranza impegna il governo "ad assumere tutte le iniziative per favorire il disinnesco della clausole di salvaguardia inerenti l'aumento delle aliquote Iva e delle accise su benzina egasoli" e, ancora "ad individuare le misure da adottare nel 2018 nel rispetto dei saldi di bilancio Così il relatore di maggioranza Federico D'Incà (M5s) illustrando i contenuti della risoluzione al Def nell'aula della Camera. 

I nodi del Def
Il Def dunque arriva nelle aule di Camera e Senato. Approvato dal governo Gentiloni lo scorso 26 aprile, ora il Documento di Economia e Finanza 'light' - che volutamente contiene solo la parte di aggiornamento del quadro tendenziale, ma non quella di programmazione di politica economica - passerà al vaglio del Parlamento a maggioranza gialloverde. Il primo obiettivo, dichiarato da Lega e M5s alle Camere così come al governo, è quello di disinnescare le clausole di salvaguardia che valgono 12,4 miliardi di euro per il solo 2019: senza quei soldi, gli aumenti di Iva e benzina scatterebbero automaticamente il prossimo anno.

Via libera dell'Aula del Senato alla risoluzione di maggioranza Lega-M5S sul Def. I voti favorevoli sono stati 166, 127 quelli contrari. Gli astenuti sono stati 6.


"Se le forze politiche daranno l'input, l'aumento dell'Iva verrà disinnescato", ha ribadito a Circo Massimo il viceministro dell'Economia, Massimo Garavaglia. E su questo tema la maggioranza conta di avere largo appoggio in Parlamento. Per quanto riguarda le accise "sulla benzina c'è un'emergenza ancora più urgente che riguarda la fatturazione elettronica. Il primo argomento che andrà trattato è questo. Sulle accise faremo il punto questa settimana. Faremo qualcosa già da subito", ha promesso.

Sul tavolo: pensioni a quota 100; flat tax. Escluso condono fiscale
Sul tavolo però ci sono i principali temi economici del contratto. A partire da quota 100 per le pensioni che "è il primo step da portare a casa e ci stiamo lavorando", ha detto Garavaglia. Non ci sarà invece nessun condono fiscale "perché non è la cosa giusta da fare" mentre l'intenzione dell'esecutivo, a sentire il viceministro, "è riportare in vita gente che è stata messa fuori mercato da regole assurde e sbagliate e alla fine a perderci è proprio il fisco". Ma sul possibile gettito della 'pace fiscale' non ci sono ipotesi concrete: tutto dipende "da come scrivi la norma, cambia tantissimo a seconda dei piccoli dettagli". Anche la flat tax "è un impegno di legislatura", ma come è tutto da vedere: "Qualcosa faremo subito nella legge di Stabilità". Dove dovrebbe esserci la parte relativa alle imprese e le famiglie Iva, mentre le famiglie dovranno aspettare.

Che fine faranno gli 80 euro?
Intanto, gli ottanta euro non verranno toccati ma potrebbero cambiare forma: "La revoca degli 80 euro non è nelle ipotesi in discussione ma secondo me non ha senso lasciarla com'è, dove era stata messa perché ci fosse la scritta in cedolino. A noi non interessa quindi secondo me va messo come riduzione di imposta ma vedremo, questa è la mia impostazione personale".