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ITALIA

"Particolare pericolosità sociale"

Dell'Utri, per la Cassazione "ha dato un contributo determinante alla mafia"

Depositate le motivazioni di conferma della condanna a sette anni di carcere per l'ex senatore, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. "Ferma volontà di Berlusconi di dare attuazione" all'accordo con gli esponenti mafiosi Bontade e Teresi per assicurare la protezione dei beni economici e dei familiari dell'ex presidente del Consiglio

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Marcello Dell'Utri
Roma
Il reato di concorso esterno in associazione mafiosa commesso "per un lasso di tempo assai lungo" è "espressivo" della "particolare pericolosità sociale" di Marcello Dell'Utri. A scriverlo è la Cassazione nelle motivazioni di conferma della condanna a sette anni di carcere per l'ex senatore, che ha "ha consapevolmente e
volontariamente fornito un contributo causale determinante alla conservazione del sodalizio mafioso e alla realizzazione, almeno parziale, del suo programma criminoso".
  
"Particolare pericolosità sociale"
Nella sentenza gli ermellini spiegano perché il 9 maggio scorso hanno confermato la sentenza emessa nell'appello bis. "Il diniego delle circostanze attenuanti generiche e il complessivo trattamento sanzionatorio - si legge nel documento - sono stati giustificati con la qualità e la natura del reato commesso, espressivo di particolare pericolosità sociale, con le modalità della condotta, protrattasi per un lasso di tempo assai lungo e idonea a ledere in maniera significativa il bene giuridico tutelato dalla norma (l'ordine pubblico) con la complessità e intensità del dolo tipico del concorrente esterno in associazione mafiosa, espresso dai concreti comportamenti illeciti realizzati".

"Rilevante contributo al disegno criminoso di Cosa Nostra"
Ad avviso della Cassazione, con "chiara e puntuale coerenza argomentativa", nel "rispetto della logica" e del "contenuto delle prove", la sentenza di appello-bis di condanna a Dell'Utri dimostra la sua "coscienza e volontà" di fornire "quale concorrente esterno, un rilevante e decisivo contributo causale alla realizzazione, almeno parziale, del disegno criminoso" di Cosa Nostra palermitana "nella piena consapevolezza dei suoi metodi e dei suoi fini, assicurandole un costante canale di arricchimento".

"Berlusconi voleva pagare"
La Cassazione scrive che la Corte di Appello di Palermo che ha condannato Dell'Utri per concorso esterno ha analizzato con "giustificazione esaustiva e razionale" "la sistematicità nell'erogazione delle cospicue somme di denaro dall'imputato a Cinà, indicative della ferma volontà di Berlusconi di dare attuazione" all'accordo con gli esponenti mafiosi Bontade e Teresi stipulato nel 1974 e durato fino al 1992 per assicurare la protezione dei beni economici e dei familiari dell'ex presidente del Consiglio.
 
"Chiese soldi ai boss per film di Canale 5"
"Il perdurante rapporto di Dell'Utri con l'associazione mafiosa anche nel periodo in cui lavorava per Rapisarda e la sua costante proiezione verso gli interessi dell'amico imprenditore Berlusconi", proseguono le motivazioni, è stato "logicamente desunto dai giudici" dell'appello bis "anche dall'incontro, avvenuto nei primi mesi del 1980, a Parigi, tra l'imputato, Bontade, Teresi, incontro nel corso del quale Dell'Utri chiedeva ai due esponenti mafiosi 20 miliardi di lire per l'acquisto di film per Canale 5”.