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POLITICA

Di Maio apre a Renzi: "Sulla legge elettorale possiamo discutere. Pronti a trattare sul premio"

"Il Legalicum non è inscalfibile" dice il vice presidente della Camera in un'intervista al Corriere della Sera. Sul caso migranti  e Ong: "Ho scoperchiato un vaso di Pandora, vediamo cosa accade”

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"Renzi passa il tempo a contraddirsi. Facciamo le cose sul serio, facciamo questa legge e andiamo a votare" commenta, caustico, Luigi Di Maio a chiusura della giornata politica di ieri, dopo il nuovo stand by della legge elettorale. Con lo stop di Matteo Renzi al provincellum, i riflettori sono puntati sulle primarie del Pd. Solo una volta incassato il risultato dei Gazebo i Democratici potrebbero uscire allo scoperto con una nuova proposta. Ma il M5S, che si dice sempre disponibile "a un'interlocuzione" parlamentare, preme e rilancia dalle colonne del Corriere della Sera con una intervista al vice presidente della Camera. Di Maio prende posizione dopo l’intervento del presidente della Repubblica Mattarella, che ha chiesto con urgenza l’approvazione di una legge. Apre a Renzi, “sulla legge elettorale possiamo discutere”, ma “ci dica se vuole fare una legge elettorale con Silvio Berlusconi per arrivare a un inciucio 2.0 o fare una legge seria”.

E’ il Legalicum, cioè la legge elettorale generata dalle correzioni della Consulta, la base di partenza del Movimento. E’ su questa che si può aprire il confronto, “per noi non è inscalfibile”. Ed è il premio di governabilità uno dei punti che più interessa ai 5S. “Si parte dal Legalicum” dice Di Maio, “ma in commissione si può discutere di eventuali modifiche che ci vengano sottoposte, come abbassare la soglia per il premio di governabilità”.

I sondaggi, intanto, confermano i 5S al primo posto e Grillo, in un post di giovedì scorso sul suo blog, ha strizzato l’occhio ai mercati finanziari. " Noi non siamo nemici dei mercati finanziari- spiega il vice presidente della Camera- anzi, vogliamo portare investimenti e imprenditori in Italia con piani a lungo termine”. Per Di Maio è chiaro come “gli economisti non ne azzecchino una. Brexit, Trump, referendum: le loro previsioni sono solo un tentativo di terrorizzare”. E su Trump, “è troppo presto per fare un bilancio. Noi ci siamo sempre espressi chiaramente, sia apprezzando le sue mosse sul rifiuto di alcuni trattati internazionali sia criticandolo per il suo operato in Siria”.

Il caso migranti e Ong? “Io dico che c’è chi salva vite in mare e c’è anche lo spettro che possa esistere chi specula sulle vite dei migranti. Su un versante operano la Marina e alcune Ong, sull’altro c’è un procuratore (Carmelo Zuccaro, ndr) che ha delle prove, ma non le può usare in Italia, e un ministro che lo richiama anziché aiutarlo. Io ho scoperchiato un vaso di Pandora: vediamo cosa accade”.