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POLITICA

La scheda

Napolitano, i precedenti di dimissione da Presidente della Repubblica

Per motivi di salute, per scandali o per cortesia istituzionale. In tutto 5, dal '48 ad oggi, i presidenti della repubblica che hanno chiuso il mandato con dimissioni anticipate

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Francesco Cossiga (Immagine di archivio)
di Valentina Antonello
Di Enrico De Nicola, capo provvisorio dello Stato, il primo passo indietro illustre.
Ufficialmente per malattia . Ma le cronache raccontano di una scelta assunta in polemica con i partiti che languivano nella stesura della nuova costituzione. E' il giugno del '47.  Le dimissioni durano lo spazio di una giornata. E nel '48, all'entrata in vigore della Costituzione, De Nicola diventa il primo presidente della Repubblica.
 
Lascia invece per un ictus Antonio Segni, 4° presidente e tra i membri della Costituente. Firma il passo indietro nel dicembre del '64 - sono gli anni dei primi governi di centrosinistra -  indebolito dalle ombre del Piano Solo, un progetto di golpe bianco ideato per arginare potenziali derive rosse, (di cui, secondo alcuni, Segni era a conoscenza, tanto che Moro e Saragat -con cui era a colloquio al momento del malore-  avrebbero premuto per il passo indietro).
 
13 anni dopo: giugno '78, i veleni dello scandalo Lockeed lambiscono anche  la presidenza di Giovanni Leone, già segnata dall'assassinio di Aldo Moro. Al centro di un'aspra campagna di stampa e politica, arriva anche la richiesta di dimissioni del Pci, Leone si dimette sei mesi e mezzo prima della scadenza naturale.
 
E' tempestoso il clima che nell'aprile del '92 accompagna le dimissioni di Francesco Cossiga, eletto nell'85 con una maggioranza schiacciante ma via via sempre più estraneo all'arco politico che lo aveva eletto, criticato per le ripetute esternazioni, indebolito dalle polemiche scoppiate attorno a Gladio, che gli valsero richieste di impeachment finite poi nel nulla  e un'archiviazione della magistratura. Uscita dalle urne che avevano sancito il crollo della Dc, davanti allo scoppio di Tangentopoli, l'Italia, osserva Cossiga nel discorso di dimissioni, "ha bisogno di una guida forte". 
 
Cortesia istituzionale, invece, dietro all'abbandono anticipato, ma di pochi giorni, di Sandro Pertini, Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi, 1978, 1999 e 2006. Si dimisero subito dopo l'elezione del successore per accelerarne l'insediamento.