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ITALIA

Fisco

Dolce e Gabbana condannati in appello a un anno e sei mesi

Sono accusati di omessa dichiarazione dei reddeti. In primo grado erano stati condannati entrambi a un anno e otto mesi di reclusione

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Dolce e Gabbana
Milano

La Corte d'appello di Milano ha confermato la condanna per gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana, accusati di omessa dichiarazione dei redditi, riducendo la pena a un anno e sei mesi per intervenuta prescrizione di alcuni episodi. In primo grado erano stati condannati entrambi a un anno e otto mesi di reclusione. La procura generale di Milano aveva chiesto l'assoluzione, mentre l'Agenzia delle Entrate, parte civile nel procedimento, aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado.

Il legale degli stilisti annuncia il ricorso
"Sono senza parole, allibito. E' una sentenza inspiegabile". Così Massimo Dinoia, legale di Domenico Dolce e Stefano Gabbana, esprime a caldo il suo stato d'animo dopo la lettura della sentenza. "Faremo ricorso, del resto già la Procura generale aveva capito che non c'era proprio niente" aggiunge l'avvocato riferendosi alla richiesta di assoluzione nei confronti dei suoi assistiti formulata dal pg Gaetano Santamaria Amato. 

I due stilisti erano stati condannati a 1 anno e 8 mesi in primo grado, per la presunta
evasione fiscale relativa a un imponibile di circa 200 milioni di euro, lo scorso 19 giugno. Il sostituto pg Gaetano Santamaria Amato, rappresentante dell'accusa nel processo d'appello, ha chiesto però per loro l'assoluzione ''perchè il fatto non
sussiste'', facendo nella sua requisitoria anche una sorta di difesa dei creatori del marchio D&G che avrebbero agito come ''un'impresa moderna''.

Oggi i giudici della seconda sezione penale della corte d'appello non hanno seguito la tesi del sostituto pg e hanno confermato la condanna per evasione fiscale per Dolce e Gabbana, abbassando la pena a 1 anno e 6 mesi, perchè per i fatti relativi al 2004 hanno dichiarato di non doversi procedere per prescrizione.
   

A 1 anno e 6 mesi è stato condannato anche Luciano Patelli, commercialista dei due stilisti, mentre a 1 anno e 2 mesi sono stati condannati altri 3 manager del gruppo, tra cui Alfonso Dolce, fratello di Domenico. Anche per tutti questi imputati le pene fra il primo e il secondo grado sono state abbassate di 2 mesi, data la prescriz9ione. Confermato dai giudici anche il risarcimento per danno morale di 500mila euro a favore dell'Agenzia delle Entrate.
   

Secondo le indagini dei pm di Milano Laura Pedio e GaetanoRuta e della Gdf, i due stilisti avrebbero creato nel 2004 una società, la Gado srl, basata in Lussemburgo, per ottenere vantaggi fiscali in relazione alle royalties sui marchi del gruppo. Inizialmente i pm avevano contestato una presunta evasione fiscale da circa 1 miliardo di euro, ma per una parte delle accuse in primo grado è arrivata l'assoluzione ed è rimasta in piedi la contestazione relativa a 200milioni di euro.

Tra l'altro, nel 2011, il gup di Milano Simone Luerti aveva assolto i 2 stilisti e gli altri 4 imputati, ma poi la Cassazione ha annullato con rinvio parte di quella sentenza e si
è arrivati al processo per evasione fiscale.