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Nuovo Dpcm. Fontana: uno schiaffo ai lombardi. Zaia: nostro modello ha tenuto

Le reazioni dei presidenti di regione alle misure previste dal nuovo Dpcm annunciate in serata dal premier Conte

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La divisione del Paese in tre zone è risultata, nei fatti, più difficile del previsto. Le limitazioni "gialle" previste nel nuovo Dpcm presentato in serata dal presidente del Consiglio Conte hanno incontrato critiche, come il coprifuoco alle 22 definito "una misura contro il randagismo" dal governatore della Campania Vincenzo De Luca.

Fontana: "Uno schiaffo in faccia alla Lombardia"
"Le richieste formulate dalla Regione Lombardia, ieri e oggi, non sono state neppure prese in considerazione. Uno schiaffo in faccia alla Lombardia e a tutti i lombardi. Un modo di comportarsi che la mia gente non merita".

Lo dice il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, commentando le parole del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che ha dichiarato la Lombardia zona rossa.

"Comunicare ai lombardi e alla Lombardia, all'ora di cena, che la nostra regione è relegata in fascia rossa senza una motivazione valida e credibile non solo è grave, ma inaccettabile" ha aggiunto il governatore. "A rendere ancor più incomprensibile questa decisione del Governo sono i dati attraverso i quali viene adottata: informazioni vecchie di dieci giorni che non tengono conto dell'attuale situazione epidemiologica".

Zaia: "Nostro modello ha tenuto"
"La classificazione delle Regioni in diverse aree non deve scatenare una guerra tra poveri. Non è il caso di pensare adesso che ci siano primi della classe e sfortunati". Lo dice il Presidente del Veneto Luca Zaia commentano le fasce del Dpcm. "Per quanto riguarda il Veneto, la nostra classificazione in area gialla - sottolinea - dimostra che fino ad ora, ripeto fino ad ora, il sistema di gestione e il modello sanitario hanno tenuto". 

Toti: Liguria in fascia gialla perché RT scende lievemente
"La Liguria è in fascia gialla. L'indice Rt, il tasso di penetrazione del covid, sta lievemente scendendo anche grazie ai sacrifici che abbiamo fatto nei giorni scorsi e che dobbiamo continuare a fare". Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti stasera via fb commenta le misure del nuovo Dpcm.

Quindi nella nostra Regione bar e ristoranti potranno restare aperti fino alle 18, come già accade oggi. - spiega - Da venerdì invece entrerà in vigore il divieto di circolazione, dalle 22 alle 5. Non abbassiamo la guardia, continuiamo con prudenza a rispettare tutte le regole perché la pressione sui nostri ospedali resta alta e abbiamo bisogno che il contagio cali ancora di molto, anche per non vanificare gli sforzi fatti fin qui da tutti noi".

Musumeci: assurdo Sicilia in zona arancione
"La scelta del governo nazionale di relegare la Sicilia a 'zona arancione' appare assurda e irragionevole. L'ho detto e ripetuto stasera al ministro della salute Speranza, che ha voluto adottare la grave decisione senza alcuna preventiva intesa con la Regione e al di fuori di ogni legittima spiegazione scientifica". Lo dice il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci, commentando l'inserimento dell'isola nella "zona arancione". 

Emilia-Romagna, Donini: "Non esiste rischio zero"
L'Emilia-Romagna è una delle regioni in "fascia gialla", quindi a criticità moderata, ma "non esiste il rischio zero", per questo "non arretriamo nella battaglia contro il virus, occorre davvero l'impegno di tutti nel rispetto di tutte le regole di sicurezza". Lo ha detto l'assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini. "Stiamo conducendo una battaglia contro il virus che non ci deve vedere arretrare - ha spiegato Donini - un impegno che ci coinvolge sia come istituzioni che come singoli cittadini, chiamati a rispettare le limitazioni previste da questo nuovo Dpcm, pur nella consapevolezza dei sacrifici anche pesanti che questo richiederà per tutti". Per quanto riguarda l'Emilia-Romagna, "il sistema sanitario sta tenendo, ma dobbiamo ridurre la curva del contagio per evitare che raggiunga livelli di pressione che inevitabilmente ricadrebbero sulle prestazioni ordinarie".