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MONDO

"Vogliamo Giovanni di nuovo a casa"

Due anni dal rapimento di Lo Porto, l'appello degli amici per la sua liberazione

Il Forum Terzo Settore lancia una campagna per riportare l'attenzione sulla scomparsa del cooperante italiano, rapito il 19 gennaio 2012 in Pakistan

 

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L'immagine della campagna su Facebook
Il 19 gennaio del 2012 veniva rapito in Pakistan il cooperante italiano Giovanni Lo Porto. Da allora, ricorda il Forum del Terzo Settore, "più nessuna notizia. In vista del triste anniversario del suo rapimento un grande movimento di associazioni, Ong, amici, colleghi e gente che ha conosciuto la storia di Giovanni, chiede che venga rotto il muro di silenzio sulla vicenda. Per far sentire a Giovanni che non è stato dimenticato e che ogni sforzo è in campo affinché possa tornare presto a casa".

"Speriamo ogni giorno in una telefonata" 
Valeria De Marco, amica e portavoce della famiglia di Giovanni che vuole mantenere massima riservatezza, dichiara: "E' una lunga, estenuante e angosciosa attesa quella che stiamo vivendo. Ogni giorno speriamo arrivi una telefonata sulla liberazione di Giovanni. Abbiamo fiducia nelle istituzioni che stanno lavorando e speriamo fortemente che dopo due anni di prigionia Giovanni ritorni ad essere libero nel più breve tempo possibile. Il calore della solidarietà che migliaia di persone ci fanno sentire in questi difficili momenti ci aiuta a mantenere forte la speranza. Li ringraziamo davvero tanto".

L'appello al governo italiano
"Nel giorno dell'anniversario del suo rapimento - afferma Pietro Barbieri, portavoce del Forum nazionale del Terzo Settore - chiediamo al governo italiano che ogni possibilità sia praticata, anche scelte più impegnative, che garantiscano sempre la sua incolumità, perché Giovanni torni libero. Abbiamo inviato un appello anche a tutti i direttori di giornali e telegiornali per chiedere di aderire a questa mobilitazione e raccontare la storia di Giovanni. Ci auguriamo che in tanti partecipino a questa iniziativa e che l'eco di questa mobilitazione possa arrivare a Giovanni e non farlo sentire solo". Giovanni Lo Porto è un cooperante italiano di Palermo di 36 anni, rapito il 19 gennaio 2012 in Pakistan, dove stava lavorando per l'Organizzazione non governativa tedesca Welt Hunger Hilfe. Quattro uomini armati sono entrati nell'edificio dove lavorava e viveva con altri operatori a Multan, al confine fra Pakistan e Afghanistan, e lo hanno sequestrato insieme al suo collega Bernd Muehlenbeck.

Le ultime informazioni sicure
Da allora se ne sono perse le tracce. Solo un video, circolato in rete più di un anno fa, ha riacceso la speranza di rivedere Giovanni. Muehlenbeck nel video parla al plurale: "Possono ucciderci in qualsiasi momento. Non sappiamo quando. Può essere oggi, domani, tra tre giorni".