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MONDO

Presidenziali

Elezioni Usa 2016, nuovo dibattito fra repubblicani: tutti contro Hillary Clinton. Trump non brilla

Terzo dibattito televisivo dedicato prevalentemente ai temi economici. Nessun candidato riesce a prevalere, sotto tono Carson e Trump; convince Rubio

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Usa
Tutti contro Hillary Clinton. È stato questo il filo conduttore del terzo dibattito tv dei repubblicani, organizzato all'Università del Colorado e in diretta sulla rete finanziaria Cnbc; una sfida dedicata prevalentemente alle questioni economiche. Nessuno dei candidati è riuscito a prevalere sugli altri, non hanno brillato né l'eccentrico Donald Trump, che è apparso insolitamente tranquillo, né l'ex chirurgo Ben Carson, che ha superato il re del mattone nei sondaggi. I due candidati si giocano in questa fase il ruolo da frontrunner nello schieramento dei repubblicani ma di fonte alle domande specifiche dei giornalisti sui principali temi di economia e finanza hanno mostrato i loro limiti su tali argomenti.

Male Bush, Rubio convince
Numeri alla mano e calcoli fatti per l'occasione sulle singole proposte dei candidati mettono in difficoltà i protagonisti sul palco, inclini a smarcarsi dal pressing dei moderatori. E non ne ha certamente approfittato Jeb Bush, che ancora una volta sembra aver perso una grande occasione per risalire la china e guadagnare una posizione da protagonista. Non sfruttando quella che dovrebbe essere una sua maggiore competenza in materia di ricette economiche, avendo governato un grande stato come la Florida. Decisamente meglio ha fatto il suo ex delfino Marco Rubio, a cui l'establishment del partito guarda con sempre maggiore attenzione, considerandolo come la possibile alternativa a Jeb. La stessa valutazione che starebbero compiendo i principali finanziatori e grandi donatori della campagna elettorale repubblicana. Rubio non ha avuto alcun riguardo per il suo ex 'maestro', replicando con durezza alla richiesta di dimissioni da senatore: "O partecipi ai voti in Congresso o lasci", ha detto Bush. Ma Rubio gli ha risposto a tono non cadendo nella
provocazione.

Trump contro il giornalista: "Mio programma non è un fumetto"
Non è tuttavia mancato un piccolo show di Trump. Il re del mattone  si innervosisce quando l'anchorman John Harwood  gli chiede se molte delle sue proposte - dal muro per gli immigrati al confine con il Messico alla sua ricetta sulle tasse - non sembrino prese piu' da un libro dei fumetti che da un programma elettorale: "Non è una domanda molto carina da porre", perde le staffe il magnate newyorkese. Poi rilancia una delle sue idee più provocatorie: basta alle "gun-free zones" negli spazi pubblici, perchè "sono solo l'obiettivo di squilibrati mentali". Un'affermazione fatta nell'auditorium della università del Colorado dove a tutti è permesso girare con armi.



Attacchi a Hillary Clinton
Per il resto sono tutti messaggi contro l'ex first lady. "È una bugiarda che viene protetta dai media", attacca il giovane senatore della Florida, Marco Rubio. Anche l'ex numero uno del gigante hi tech Hp, Carly Fiorina, si scaglia contro la Clinton, con cui condivide lo stesso obiettivo: diventare la prima presidente donna degli Stati Uniti "Io sono il peggiore incubo di Hillary", incalza la ex manager, definendo ''ipocrite'' le politiche avanzate da Clinton sulle donne. Arriva il commento su twitter di Hillary Clinton che non nasconde la sua soddisfazione per quella che considera la pochezza dei suoi avversari. E il dibattito a cui assiste le sembra la conferma di questo, a chiusura del suo mese di ottobre "perfetto".