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EUROPA

Slovenia

Energia, Von der Leyen: "Futuro Ue è rinnovabili, non gas"

Dopo l'impetuosa cavalcata verso l'alto degli ultimi giorni, l'indice europeo gas naturale chiude intanto in forte calo. A determinare le vendite, i segnali distensivi giunti dal presidente russo Vladimir Putin 

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"Deve essere chiaro che il nostro futuro sono le energie rinnovabili, non il gas" Lo dice la presidente della commissione Ue Ursula von Der Leyen nella conferenza stampa al termine del vertice Ue-Balcani soffermandosi sulla crisi dei prezzi dell'energia. Von der Leyen sottolinea come, nel corso della pandemia, il costo del gas sia stato più basso della media causando "un rimbalzo" con la ripresa post-Covid. Con le comunicazioni di mercoledì prossimo della commissione ci sarà "un punto di partenza" ma è chiaro che"per l'Europa c'è un problema di stoccaggio" da affrontare,visto che lo stoccaggio Ue "è limitato", aggiunge. 

L'impennata dei prezzi dell'energia "è un problema serio, i prezzi del gas sono alle stelle" e Bruxelles intende presentare "la prossima settimana una comunicazione" nella quale "esamineremo l'intera struttura dei prezzi dell'energia", aveva detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, al suo arrivo al castello di Brdo, in Slovenia, per la seconda giornata di lavori del summit tra i leader Ue e gli omologhi dei Balcani occidentali.

"Per noi è molto chiaro che nel lungo periodo sarà importante investire nelle rinnovabili che ci danno prezzi stabili e più indipendenza", ha aggiunto Von der Leyen, spiegando che la proposta Ue sarà discussa "a tempo debito" al vertice dei leader dei Ventisette il 21 e 22 ottobre a Bruxelles.

"Il 90% del gas viene importato nell'Unione europea", ha ricordato la presidente, "mentre nelle rinnovabili siamo i leader della produzione".

Effetto Putin, l'indice europeo gas naturale chiude in forte calo
Dopo l'impetuosa cavalcata verso l'alto degli ultimi giorni è arrivata la fase della correzione per il comparto energetico. Il future sul TTF utilizzato dagli operatori come benchmark per il mercato europeo ha chiuso la contrattazioni odierne in calo del -13,39% a 100,30 euro/MWh dopo aver toccato in mattinata un nuovo record storico a 146 euro/MWh.

A determinare le vendite spiegano gli operatori sono giunti i segnali distensivi giunti dal presidente russo Vladimir Putin, secondo cui la Russia sarebbe pronta a dare il suo contributo per stabilizzare il mercato energetico mondiale esportando quantità record di gas naturale.