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EUROPA

Urne aperte in 21 Paesi

L'Ue al voto, alle 12 in Italia affluenza al 16,72%. Sfida decisiva tra sovranisti ed europeisti

L'affluenza alle urne in linea con il voto del 2014. Alle comunali alle 12 ha votato il 21,92%, alle regionali del Piemonte il 19,44%. Seggi aperti fino alle 23. Regno Unito, Olanda, Irlanda, Repubblica Ceca, Lettonia, Malta e Slovacchia si sono già espresse

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E' stabile, con un rialzo leggerissimo rispetto al voto del 2014, l'affluenza alle Elezioni europee: alle 12 ha votato il 16,72% degli aventi diritto. Lo rende noto il ministero dell'Interno. Nel 2014 alla stessa ora l'affluenza fu del 16,01% e quella finale del 58,6%. Sono quasi 51 milioni gli italiani chiamati alle urne fino alle 23. Si vota anche per eleggere il presidente della Regione Piemonte e i sindaci di oltre 3.800 comuni. Secondo i dati del Viminale, l'affluenza alle elezioni comunali alle ore 12 è del 21,92% e quella delle regionali in Piemonte è del 19,44%. 




La partita tra europeisti e sovranisti
Il voto di oggi è la sfida decisiva tra sovranisti ed europeisti, tra chi vuole ridare competenze agli Stati sottraendole a Bruxelles e quanti invece vogliono continuare a percorrere la strada di una maggiore integrazione. Più che la tradizionale contrapposizione tra destra e sinistra, tra popolari e socialisti, è questa la faglia che, dai Baltici al Mediterraneo, attraversa l'Europa nelle elezioni che si chiudono stasera e che potrebbero  trasformare il futuro dell'Unione.

Populisti e sovranisti arrivano alle urne con il vento in poppa, anche se i primi segnali che vengono dall'Olanda sembrano indicare il contrario. A bordo del Carroccio europeo guidato da Matteo Salvini e da Marine Le Pen (in testa nei sondaggi in Francia) sono saliti i tedeschi di AfD, i finlandesi del Finn Party, i danesi del Folkspartei e gli austriaci del Fpoe, espulsi questi ultimi dal governo di Vienna dopo l'affaire Strache. Un posto è riservato anche alla formazione dell'olandese Geert Wilders, che però secondo gli exit poll non avrebbe ottenuto nemmeno un seggio all'Europarlamento, mentre le trattative sono tutte in salita per i polacchi del Pis, in rotta di collisione con la leader francese e separati dagli altri sui rapporti con Mosca.

Salvini e company si giocano il tutto e per tutto, con l'ambizione di ottenere il maggior numero di seggi ed essere determinanti nell'emiciclo di Strasburgo. Obiettivo è far diventare il neonato gruppo almeno la terza forza all'Europarlamento, scompaginando le attuali divisioni politiche, negoziando eventuali alleanze con i Conservatori e magari spaccando pure il fronte dei Popolari. Ad unire tali forze è il tema del controllo dei confini legato ai migranti ma soprattutto il concetto di patria contrapposto al detestato centralismo di Bruxelles.

L'asse Berlino-Parigi, in una nuova riedizione dopo il vertice di Aquisgrana fra Emmanuel Macron e Angela Merkel, guida il fronte contro le tendenze nazionaliste in numerosi Paesi. Un nazionalismo che si è sposato con le tendenze illiberali già presenti in alcuni Paesi dell'Unione come l'Ungheria e la Polonia, tradotte nel mancato rispetto dello stato di diritto nel primo e in uno scontro sul sistema giudiziario nel secondo.

A opporsi a questi scenari le forze europeiste, pronte a costruire un'alleanza progressista che va dal premier greco Alexis Tsipras fino al presidente francese. Un arco politico con in mezzo i Socialisti e Democratici di Frans Timmermans che corteggia i Verdi e lascia aperta la porta al dialogo con i Popolari di Manfred Weber, che dopo il tracollo alle politiche in Spagna sperano adesso in un risultato positivo soprattutto in Germania per poter mantenere il primato a Strasburgo anche nella prossima legislatura. C'è poi il variegato fronte delle forze populiste euroscettiche, né di destra né di sinistra, che mira non a distruggere, ma a introdurre istituti di democrazia diretta. Una galassia politica che ha la stella polare nel Movimento 5 Stelle al governo in Italia e che spazia dagli ambientalisti estoni di Elurikkuse Erakond di Artur Talvik ai polacchi di Kukiz'15 guidati da Pawel Kuzik fino ai finlandesi di Liike Nyt. Nel futuro gruppo anche i greci del partito dell'agricoltura e dell'allevamento Akkel e gli ambientalisti croati di Zivi Zid.

L'Election day degli italiani
Oggi si vota dalle 7 alle 23 per le Europee e per eleggere oltre 3.800 sindaci e il presidente della Regione Piemonte. Per quanto riguarda il Parlamento europeo, è composto da 751 deputati, compreso il presidente. In conseguenza della Brexit, il numero dei componenti del Parlamento europeo spettanti all'Italia è stato aumentato da 73 a 76, ma tre diventeranno effettivi solo quando il Regno Unito uscirà dall'Unione Europea. Il sistema elettorale è un proporzionale puro con lo sbarramento al 4%: le liste che non superano la soglia non ottengono seggi.

L'Italia è divisa in cinque circoscrizioni elettorali: Nord Ovest (20 seggi), Nord Est (15), Centro (15), Sud (18), Isole (8). Sono 50.952.719 gli elettori per le europee, di cui 24.744.762 uomini e 26.270.873 donne, che voteranno dalle ore 7 alle 23 in 62.047 sezioni elettorali.

Possibile esprimere fino a un massimo di tre voti di preferenza, ma attenzione al genere.
 
L'elettore può esprimere il proprio voto di lista  tracciando con la matita copiativa un segno sul contrassegno   corrispondente alla lista prescelta o nel rettangolo che lo contiene. Non è un obbligo, ma si possono esprimere fino a tre voti di  preferenza. Tuttavia chi decide di esprimere due preferenze deve farlo per un uomo e una donna. Chi esprime tre preferenze deve scegliere almeno un candidato di sesso diverso dagli altri. Infatti se si esprimono più preferenze per candidati dello stesso sesso, sono   annullate quelle successive alla prima.    
 
Una sola preferenza può essere indicata per i candidati compresi nelle liste di minoranze linguistiche. I candidati per i quali si esprime la  preferenza devono essere compresi nella lista votata. Il voto di preferenza si esprime scrivendo, con la matita copiativa, nelle apposite righe tracciate accanto al contrassegno della lista votata,   il nome e il cognome o solo il cognome dei candidati preferiti compresi nella stessa lista. Se ci sono candidati con lo stesso cognome, bisogna scrivere sempre nome e cognome e, se necessario, la   data e il luogo di nascita. Qualora il candidato abbia due cognomi, l'elettore, può scriverne uno solo tuttavia, nel caso ci sia possibilità di incorrere in confusione, bisogna indicare entrambi i cognomi.

Mattarella ha votato a Palermo 
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha votato questa mattina poco dopo le 9:00 a Palermo per le elezioni europee. Il Capo dello Stato si è recato, come di consueto, nel seggio 535 dell'istituto comprensivo "Giovanni XXIII - Piazzi" nel quartiere Libertà, nei pressi della sua abitazione palermitana.