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MONDO

Bruxelles

Eurosummit, Grecia all'angolo. Falchi Ue: "Prendere o lasciare"

Va avanti il vertice dei capi di Stato e di governo dell'Eurozona, dopo una notte dedicata a incontri a geometria variabile. L'accordo resta lontano. La Grecia ha reagito con forza al duro ultimatum che prevede l'attuazione delle riforme entro mercoledì. Tsipras tratta "per difendere la dignità" di Atene e risponde con un secco no all'ipotesi di una Grexit temporanea.

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Il gesto è teatrale e un accordo sembra ancora lontanto. Il premier greco,  Alexis Tsipras, davanti alle richieste dei creditori, avrebbe anche fatto il gesto di sfilarsi la giacca e offrirla agli interlocutori, come a dire che la Grecia non sa davvero più cos'altro offrire. Non è solo il controllo del fondo privatizzazioni a restare al centro del negoziato, ma anche la sua entità. Gli asset che i greci avrebbero ipotizzato di conferire non superano i 17 miliardi, a fronte dei 50 che i tedeschi vorrebbero. Inoltre l'esecutivo ellenico si oppone al fondo fiduciario contenuto nella proposta di compromesso dei creditori e vorrebbe un ruolo più contenuto del Fmi nel terzo salvataggio. 

Nuovo stop ai lavori dell'Eurosummit
Dopo le lunghe ore di negoziato, i lavori dell'Eurosummit hanno subito una nuova pausa intorno alle 5 del mattino, dovuta alla necessità di "consultazioni finali", come ha annunciato su Twitter il premier maltese Joseph Muscat. Dopo il terzo stop per consentire i bilaterali, la riunione dei 19 è poi ricominciata per cercare un accordo. 

Germania inflessibile
Da una parte c'è il governo ellenico che parla di proposte "Umilianti e disastrose" per la Grecia. Dall'altra, la Germania della Merkel e di Schaeuble resta inflessibile: non si vuole aiutare Atene "a tutti i costi". Nel mezzo, Francia e Italia tessono la tela della mediazione per "tenere" per evitare la Grexit. Ma la Germania ha molti seguaci: tutti e tre i Paesi Baltici, Olanda, Slovacchia, Malta, Austria, Portogallo e Finlandia. Tanto che uno dei pochi a considerare "buoni progressi" le condizioni del documento dell'Eurogruppo è il ministro finlandese Alexander Stubb, il più estremo dei falchi anche per necessità, visto che il suo Governo, ricattato da una parte della coalizione, rischia di cadere se si andrà incontro ai greci.

Le riforme richieste 
Il prezzo proposto ad Atene è altissimo: il ritorno della Troika, che verificherà ogni passo dell'esecutivo, la reintroduzione dei licenziamenti collettivi, l'abolizione della contrattazione collettiva, la creazione di un fondo di 50 miliardi di asset greci, a garanzia del debito, da stabilire in Lussemburgo.

La risposta di Atene: "Ci vogliono schiacciare"
"I greci non potranno mai cedere ad un altro Stato una parte del loro patrimonio. E poi che cosa, magari le coste?", si sfoga una fonte greca. "Ora è chiaro: ci vogliono schiacciare. Adesso basta", sbotta il ministro della Difesa e leader del partito Greci Indipendenti, Panos Kammenos. Tsipras non avrà nemmeno il tempo di tornare a casa e spiegare il perché di un piano molto più duro dell'ultima offerta, visto che, in base alla proposta, deve far approvare dal Parlamento entro mercoledì il primo set di riforme, tra cui Iva e pensioni. E non avrà né tempo, né scelta: l'alternativa che le mettono sul tavolo al momento è una 'Grexit' temporanea, con tutte le incognite sul fallimento che essa comporterebbe.

Piano "prendere o lasciare"
Il piano "prendere o lasciare", che mette il cappio intorno al collo di Atene lasciando a lei la scelta di stringerlo o meno, lo scrive l'Eurogruppo incollando le richieste di tutti i ministri, non essendo riuscito ad arrivare ad un documento condiviso. Ne viene fuori un testo che sembra un modo per buttare fuori la Grecia senza assumersene la responsabilità, costringendola a rifiutare la polpetta avvelenata.

Falchi e colombe
Intanto alcuni cercano di aiutare il premier ellenico a venire fuori dalla strada senza uscita in cui i falchi l'hanno cacciato. Il presidente della Bce Mario Draghi è uno di quelli. Anche perché martedì le banche greche dovrebbero riaprire e la Bce per allora dovrebbe aver riaperto la liquidità Ela, altrimenti il sistema collasserà e i greci punteranno di nuovo il dito contro Francoforte.    

Il documento e l'austerity
Nel documento scritto dall'Eurogruppo e poi passato ai leader è anche ad uso e consumo di quei Governi che devono dimostrare fermezza in casa propria. E quindi tornano tutti i cavalli di battaglia dell' 'austerity': dalla Troika che torna a 'commissariare' il Governo ellenico all'abolizione immediata - cioè entro mercoledì - delle baby pensioni, dalla reintroduzione dei licenziamenti collettivi all'abolizione della contrattazione collettiva.

Misure stringenti entro il 15 luglio
Nemmeno le riforme che Tsipras ha già fatto potranno salvarsi: dovranno essere 'compensate' (cioè trovando misure a copertura), o abolite. Entro mercoledì il premier dovrà già dare prova di aver capito: deve far approvare dal Parlamento la riforma dell'Iva, delle pensioni, l'adozione del Codice di Procedura civile, la creazione del 'Fiscal Council' previsto dal Fiscal Compact per controllare i bilanci e la direttiva per la 'risoluzione' delle banche, che mette fine ai salvataggi statali. Subito dopo un nuovo Eurogruppo deve riunirsi per giudicare, e nel caso dare il via libera al terzo salvataggio da 80-86 miliardi di euro, di cui 10-25 andranno immediatamente alle banche asfissiate, alcune delle quali si prevede dovranno fare 'fallimento ordinato'. Si prevede anche un intervento sul debito, ma senza specificarne la portata.

La Grexit temporanea
Tra parentesi nel documento - quindi ai leader la decisione se tenerla o meno - resta l'alternativa: ad Atene verrà data la possibilità di "un negoziato rapido per una sospensione temporanea dalla zona euro, con possibile ristrutturazione del debito". Un'ipotesi che si cerca ancora di scongiurare.