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ITALIA

Bandiere a mezz'asta in tutto in tutta la regione

Fiumicello, i funerali di Giulio Regeni. Il Parroco: "Senza giustizia non si può costruire la pace"

I mille posti della palestra polifunzionale di Fiumicello erano tutti occupati già un'ora prima che iniziasse il funerale e all'esterno c'erano almeno altre mille persone a portare l'ultimo saluto a Giulio Regeni 

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"Grazie per questo compito di testimonianza che ci coinvolge tutti. Grazie, grazie e ancora grazie", sono queste le parole con cui il parroco di Fiumicello, don Luigi Fontanot, ha dato l'ultimo saluto a Giulio Regeni. Dopo le parole del parroco le oltre mille persone che affolavano la palestra dove si sono svolti i funerali si è chiusa in un lungo silenzio in memoria del giovane ucciso in Egitto.
Alle 16, dopo esattamente due ore, la cerimonia funebre si è conclusa e il feretro eè stato portato, di nuovo a spalla, all'esterno della struttura per essere caricato su un carro funebre. Il feretro è giunto al cimitero accompagnato da un corteo funebre di oltre tremila persone. Il parroco ha tenuto un breve discorso, parlando nuovamente della Resurrezione, e ha fatto la benedizione.



Giulio è entrato nella Resurrezione
"Giulio è entrato nella Resurrezione. Come diceva Paolo VI, bisognerebbe mettere una quindicesima stazione alla via Crucis, quella della Resurrezione". Con queste parole il parroco ha cominciato la cerimonia funebre per Giulio Regeni, nella palestra di Fiumicello.  Il riferimento alla via Crucis prende spunto dai due quadri della prima e ultima (quattordicesima) stazione, che sono stati appesi ai lati della Croce, nell'altare allestito nella palestra, tra le spalliere per gli esercizi ginnici.  "Indosso questa stola - ha aggiunto - che viene dal Sud America, dove ci sono desaparecidos, per Giulio". Al suo fianco il sacerdote copto che benedisse la salma di Giulio al suo arrivo all'ospedale del Cairo.  Il feretro, con sopra fiori bianchi, è stato portato a spalla in palestra, seguito dalla famiglia e dagli amici più cari. I mille posti della palestra polifunzionale di Fiumicello erano tutti occupati già un'ora prima che iniziasse il funerale e all'esterno c'erano almeno altre mille persone a portare l'ultimo saluto a Giulio Regeni che il parroco ha definito "Una persona speciale, per l'entusiasmo, per la voglia di conoscere" .

La mamma: "grazie Giulio mi hai insegnato tanto"
"Grazie Giulio, per  avermi insegnato tante cose. Resta nel mio cuore l' energia del tuo pensiero. Il tuo pensiero, per amare,  comprendere, costruire tolleranza. Con affetto, la mamma".  E' questo il messaggio di Paola Regeni, la mamma di Giulio, letto sull'altare da un ragazzo. 
  
Bandiere a mezz'asta in tutto in tutta la regione, negozi chiusi a Fiumicello
Bandiere a mezz'asta sugli edifici pubblici del Friuli Venezia Giulia in segno di lutto. In piazza Unità d'Italia a Trieste sui palazzi di Regione, Comune Prefettura le bandiere sventolano a metà dei pennoni. Anche il sito della Regione FVG è abbrunato e riporta la scritta "Per Giulio Regeni il Friuli Venezia Giulia si raccoglie unito nel cordoglio". A Fiumicello tutti gli esercizi pubblici sono chiusi per lutto cittadino ad esclusione di bar e ristoranti, aperti proprio per servire da bere e mangiare per gli ospiti e i giornalisti venuti da fuori.

Un cartello sulla chiesa: 'non è giusto'
"Non è giusto. Senza giustizia non si può costruire la pace". La scritta su un cartello che qualcuno ha appeso al cancello davanti al portone del Battistero. Lo ha detto il parroco di Fiumicello, don Luigi Fontanot durante i funerali.

Gli amici arrivati dall'estero
Moltissimi gli amici del ricercatore 28enne che sono arrivati dall'estero la notte scorsa e che sono ospiti degli stessi residenti di Fiumicello. "Ho studiato a lungo con lui, lo conoscevo bene", tanto bene da aver imparato un po' d'italiano, ha detto John, nome convenzionale perché vuole mantenere l'anonimato, E' un ragazzone con qualche capello bianco alle tempie, si trattiene solo un istante prima di raggiungere in via Bonetti la casa della famiglia Regeni. "Lo conoscevo molto bene - ripete - Sono arrivato ieri da Cambridge e sono ospite di una famiglia che ha messo a disposizione la sua casa. Sono venuto per salutarlo un'ultima volta, domani rientro".

I Rettori: inaccettabile che fare ricerca comporti morte
Fare ricerca non puo' costare la vita. I rettori delle universita' italiane si sentono coinvolti "come persone e come studiosi" dall'angosciosa vicenda di Giulio Regeni. "Sappiamo che l'attivita' scientifica è fatta di dedizione e sacrificio. Sappiamo che essa ci sospinge per sua stessa natura ai limiti del conosciuto. Sappiamo che essa pone dilemmi morali a volte laceranti. Non possiamo però accettare - scrivono in una nota - che essa comporti la morte per mano di altri uomini. Non possiamo accettare che la volontà di conoscere e far conoscere sia frenata dall'intimidazione". La Conferenza dei rettori chiede con forza che si lavori per fare emergere la verità sulla fine di Giulio.

Anche il pm presente ai funerali
Anche il pm di Roma Sergio Colaiocco, al quale è affidata l'indagine sulla morte Regeni, è a Fiumicello per i funerali. Ieri il magistrato ha sentito tre colleghi di Regeni, i quali hanno riferito dei timori del giovane dopo essere stato fotografato da uno sconosciuto all'assemblea di un sindacato indipendente, ed il docente universitario della British University del Cairo.

Regeni identificato dalla polizia prima della sparizione
Giulio Regeni, sarebbe stato identificato dalla polizia egiziana prima del 25 gennaio, giorno in cui fu segnalata la sua sparizione. La circostanza è stata riferita agli investigatori, sia al Cairo sia in Italia, da alcune persone la cui attendibilità è ora oggetto di verifiche da parte dei titolari delle indagini. Al vaglio degli inquirenti anche altre informazioni riferite dagli stessi soggetti sui movimenti di Giulio Regeni nei giorni precedenti la morte.