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MONDO

Il nuovo coronavirus

Virus di Wuhan, caso sospetto a Bari. In Cina primo decesso fuori da epicentro

Una donna in isolamento al Policlinico del capoluogo pugliese, rientrata dalla Cina dopo una tournée. Iss: "Primi test escludono infezione". Cinque le città isolate in Cina, dove le vittime sono ormai 25. Segnalati casi sospetti in Scozia Brasile e Usa. Oms: non ancora emergenza globale

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L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha comunicato che la malattia virale che in Cina ha contagiato centinaia di persone non è ancora "un'emergenza sanitaria globale". La decisione arriva dopo che per due giorni esperti indipendenti hanno valutato le informazioni a disposizione sul nuovo coronavirus e sulla sua diffusione.

Primo caso sospetto in Italia
Un caso sospetto di coronavirus è stato registrato al Policlinico di Bari. Si tratta di una cantante della provincia di Bari di ritorno da un tour in oriente, che ha toccato anche la zona di Wuhan. Il Policlinico ha segnalato agli organi competenti i primi dati raccolti.

La paziente è stata ricoverata in isolamento respiratorio e da contatto, nel reparto di malattie infettive, e sta ricevendo le cure necessarie in attesa di conoscere gli esiti degli esami diagnostici di conferma.

In base ai primi esami microbiologici effettuati, è stata individuata una positività per micoplasma. Questo, viene spiegato, spingerebbe a escludere l'eventualità del virus cinese: il presidente dell'Istituto superiore della Sanità, Silvio Brusaferro, ha detto che "i primi test escludono un caso di nuovo coronavirus".

Online l'evoluzione dei focolai sul sito Iss
Sul sito Epicentro dell'Istituto superiore di sanità dedicato all'epidemiologia è online una nuova sezione dedicata ai coronavirus.  "In attesa di raccomandazioni più precise da parte dell'Organizzazione mondiale della Sanità - spiega in un commento il direttore delle Malattie infettive Gianni Rezza - il nostro Paese ha già messo in atto iniziative di prevenzione e controllo sui
passeggeri in arrivo dalle zone colpite. Sebbene la situazione non sia tale da generare un allarme generale, è tuttavia il caso di essere particolarmente prudenti e seguire l'evoluzione dei focolai con particolare attenzione. A tal fine contiamo di fornire il nostro contributo anche informando la popolazione con obiettività scientifica, poiché la corretta informazione è parte di una appropriata strategia di prevenzione"

25 vittime in Cina, cinque città in quarantena
Intanto hanno superato quota 600 i casi di polmonite da coronavirus accertati in Cina, tra cui 95 gravi. I decessi sono ormai 25. Lo riferisce la Commissione nazionale per la Sanità cinese. Il virus ha colpito in 25 province cinesi. E dopo Wuhan, altre quattro città della provincia dello Hubei sono state poste in quarantena, con lo stop ai trasporti pubblici: Huanggang, Ezhou, Chibi, e Xiantao. È stato registrato il primo decesso fuori dall'epicentro dell'epidemia.

A Fiumicino corridoi di sicurezza per i passeggeri da Wuhan
Sono transitati in un "canale sanitario" dedicato, lontano dalle aree di transito degli altri passeggeri in arrivo, 202 viaggiatori provenienti dalla città cinese di Wuhan, epicentro del coronavirus. A loro sono state applicate per la prima volta le procedure disposte dalle autorità dopo la diffusione del contagio. Appositi scanner hanno controllato la temperatura corporea dei passeggeri del volo di linea diretto della China Southern Airlines Cz 645, atterrato alle 4.50 all'aeroporto di Fiumicino. La compagnia vola sullo scalo tre volte a settimana.

"Tutti i passeggeri stanno bene"
"I controlli sanitari predisposti dal Ministero della Salute all'aeroporto di Fiumicino sui 202 passeggeri e l'equipaggio giunti questa mattina a Roma con il volo proveniente da Wuhan hanno dato tutti esito negativo. Stanno tutti bene". Lo ha riferito questa mattina nello scalo romano Carlo Racani, direttore sanitario di Aeroporti di Roma.
 
Pechino e Macao cancellano le celebrazioni di Capodanno 
Per contenere la diffusione del nuovo coronavirus, la città di Pechino ha annullato i festeggiamenti per il Capodanno cinese. Anche Macao ha cancellato tutte le festività legate al capodanno, dopo che è stato accertato un secondo caso di coronavirus, un uomo di 66 anni arrivato mercoledì da Wuhan, focolaio dell'epidemia. La regione semi-autonoma di Macao, l'unica area in tutta la Cina in cui è consentito il gioco d'azzardo, attira ogni anno milioni di turisti dalla Cina continentale.

Pechino sospende anche gli esami scolastici e universitari
Il ministero cinese dell'Educazione ha inviato una circolare per sospendere esami e raduni di massa in scuole e università fintanto che durerà l'epidemia. Al momento, gli studenti sono a casa per le vacanze d'inverno e molti non torneranno sui banchi prima di fine febbraio. Ma la circolare impone alle autorità scolastiche di valutare la situazione sanitaria prima di organizzare la ripresa delle lezioni. Scuole e università nelle aree maggiormente colpite dovranno anche impegnarsi per diffondere la  consapevolezza sui rischi dell'infezione.

Cinque le città cinesi isolate
Dopo Wuhan, altre quattro città nella provincia interna cinese dello Hubei sono state messe in sostanziale quarantena, per evitare il diffondersi del contagio. Le autorità della città di Huanggang, non lontana da Wuhan, hanno indetto lo stop dei trasporti pubblici e la chiusura dei luoghi di ritrovo. Dalla mezzanotte di oggi, ora locale, si fermeranno le corse sugli autobus, anche a lunga percorrenza, e su rotaia, e verranno chiusi cinema e luoghi pubblici dedicati alla cultura, al turismo e all'intrattenimento. Chiuso fino a data da stabilirsi anche il mercato centrale della città. Discorso analogo per le città di Ezhou, 1,1 milioni di abitanti, dove le autorità hanno deciso stamattina di bloccare "temporaneamente" il traffico dei treni, e Chibi, che ha mezzo milione di abitanti ed è situata 120 chilometri circa a sud di Wuhan.

Il nuovo provvedimento riguarda Xiantao. Situata 100 chilometri a sud ovest di Wuhan, il capoluogo della provincia, Xiantao conta un milione di abitanti. Come nelle altre città sono stati sospesi i trasporti pubblici e sono stati chiusi mercati con animali vivi, aree da gioco per bambini e luoghi di divertimento.

Il virus passato all'uomo tramite i serpenti
Il virus cinese 2019-nCoV è arrivato all'uomo dai serpenti: sarebbero questi gli animali nei quali il virus, trasmesso dai pipistrelli, si sarebbe ricombinato e poi passato all'uomo. Lo indica l'analisi genetica pubblicata sul Journal of Medical Virology da Wei Ji, Wei Wang, Xiaofang Zhao,Junjie Zai, e Xingguang Li, delle università di Pechino e Guangxi. La ricerca è stata condotta su campioni del virus provenienti da diverse località della Cina e da diverse specie ospiti. Come è accaduto in passato con i virus dell'influenza aviaria e con la Sars, anche questa volta l'indice è puntato sui mercati di animali vivi molto comuni in Cina, dove accanto agli animali allevati nelle fattorie e ai pesci si vendono animali selvatici, come serpenti e pipistrelli.  

"I risultati della nostra analisi evoluzionistica suggeriscono per la prima volta che il serpente è il più probabile animale selvatico serbatoio del virus 2019-nCoV", scrivono i ricercatori. Le analisi genetiche aggiungono così una tessera fondamentale al mosaico della composizione genetica del virus2019-nCoV, nel quale finora era chiaramente riconoscibile solo la sequenza della parte di virus ereditata dai pipistrelli e identificata fin dall'inizio come appartenente alla famiglia dei coronavirus, la stessa che comprende il virus della Sars, comparso nel 2002, e della Mers, del 2015; restava da risolvere il mistero della provenienza dell'altra metà del virus. 

Adesso è chiaro che il virus 2019-nCoV è un mix di un coronavirus proveniente dai pipistrelli e di uno che arriva dai serpenti e che da questi ultimi sarebbe passato agli esseri umani, adattandosi al nuovo ospite e acquisendo la capacità di trasmettersi da uomo a uomo. Ricombinandosi geneticamente nei serpenti, quindi, il nuovo virus ha fatto il cosiddetto 'salto di specie', acquisendo nuovi recettori che gli permettono di legarsi alle cellule del sistema respiratorio umano. 
 
Paura e misure di prevenzione a Wuhan, la città del virus  
Un senso di angoscia pervade Wuhan, metropoli della Cina di fatto isolata nel tentativo di  contenere la diffusione del virus. Le autorità hanno sospeso i collegamenti aerei e ferroviari in partenza dalla città, oltre ad autobus, metropolitane e traghetti. Agli undici milioni di abitanti è stato intimato di non lasciare la città, mentre tra timori di carestia, c'è chi parla di "fine del mondo".

Primo caso di contagio a Singapore 
Primo caso di coronavirus anche a Singapore. Lo riferiscono i media locali, che citano il ministro della Salute, secondo quanto riporta Bloomberg. Il caso, riferisce lo Straits Time, riguarda un uomo di 66 anni di Wuhan, epicentro dell'epidemia, arrivato a Singapore il 20 gennaio scorso. Il figlio di 37 anni è trattato in ospedale come caso sospetto mentre i suoi compagni di viaggio sono in quarantena. Un'altra donna di 53 anni, anch'essa cinese, è risultata positiva ai test preliminari, ancora in attesa di conferma.

Primo paziente guarito
Mal di testa, vertigini e mancanza di forza. con questi sintomi, inizialmente, si è recato in ospedale il primo paziente che si è ripreso dal nuovo coronavirus. L'uomo di 23 anni, conosciuto con il cognome Huang, ha poi scoperto di essere stato infettato dal nuovo ceppo di coronavirus in seguito al fatto di non essere riuscito a riprendersi dai sintomi, che assomigliavano a quelli di un raffreddore, Dopo tre giorni di cure in un ospedale locale. A raccontare la sua storia la testata cinese Pear, ripresa da altre tra le quali il Daily Mail. "ho recuperato in maniera più veloce perché sono giovane. Ho solo 23 anni" ha spiegato l'uomo in un'intervista. Il signor Huang vive a Wuhan, dove ha avuto origine il virus, e lavora nella stazione ferroviaria di Hankou. "Ho avuto febbri ripetutamente - ha dichiarato a pear - dal 28 dicembre al 2 gennaio e sono stato trattato in quarantena. I medici non hanno esposto un solo centimetro di pelle ed erano saldamente coperti".

Caso sospetto in Brasile, governo prudente
Scatta l'allerta per il coronavirus anche in Brasile: ieri è stata ricoverata a Belo Horizonte una donna con problemi respiratori proveniente dalla Cina e le autorità dello Stato di Minas Gerais lo hanno catalogato tra i casi sospetti, nonostante il governo federale abbia nel frattempo escluso l'esistenza del problema. "Non è stato individuato nessun caso sospetto di polmonite indeterminata in Brasile legato all'evento della Cina", ha affermato il ministero della Sanità. 

4 casi sospetti in Scozia, si tratta di cittadini cinesi. Test in corso
Quattro casi sospetti di coronavirus in Scozia. Lo riporta Sky News precisando che si tratta di quattro cittadini cinesi sottoposti ora ai test. Le quattro persone sono tutte giunte in questi giorni nel Regno Unito con un volo da Wuhan, che ha collegamenti aerei tri-settimanali con Londra, come conferma l'agenzia Pa. Sono state ricoverate sulla base di sintomi sospetti e problemi respiratori. Gli esami per verificare se siano in effetti stati colpiti dal virus cinese o no sono ora in corso a Edimburgo per tre dei casi in questione, secondo quanto riferito dal direttore dell'istituto di malattie infettive dell'università della città scozzese, e a Glasgow per la quarta persona. Al momento il contagio non è confermato.

Secondo caso sospetto negli Usa
Un secondo caso sospetto di contagio del nuovo virus cinese è sotto osservazione negli Stati Uniti. A Brazos County, a nordovest di Houston, è finito nel mirino di medici un paziente che ha viaggiato a Wuhan. Il primo caso in territorio americano è emerso a Seattle.

Ministero Salute francese: nessun caso in Francia
La ministra della salute francese, Agnes Buzyn, ha dichiarato stasera che "nessun caso sospetto" è stato al momento accertato in Francia. "Due casi sono stati esaminati - ha precisato la ministra parlando con i giornalisti - ma si sono rivelati negativi".

Oms attende nuovi dati prima di dichiarare l'emergenza globale
Nel frattempo, dopo una giornata di colloqui a Ginevra, il comitato di emergenza dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha annunciato che non dichiarerà ancora una "emergenza globale" per il nuovo virus. Il direttore generale, dottor Tedros Ghebreyesus, ha affermato che sono necessarie ulteriori informazioni sulla diffusione del contagio. Il comitato di esperti sanitari si riunirà di nuovo oggi.