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MONDO

Il via a novembre

Immigrazione, Frontex Plus: ecco cosa prevede la missione europea nel Mediterraneo

L'obiettivo della nuova missione è quello di rafforzare la sforzo europeo nel Mediterraneo, in tema di immigrazione ed emergenza sbarchi. Verrà finanziata volontariamente attraverso un bando dai paesi membri

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Nave militare (Ap)
Frontex Plus partirà da novembre, almeno queste sono le intenzioni, ma sulle modalità resta ancora tanto da definire. L'obiettivo della nuova missione è quello di rafforzare la sforzo europeo nel Mediterraneo, in tema di immigrazione ed emergenza sbarchi. Un'iniziativa fortemente sollecitata dall'Italia che, con l'operazione Mare Nostrum, ogni mese spende 9,5 milioni per le attività in mare di Search and Rescue (Sar). Ma in cosa consiste Frontex plus? E soprattutto, come si integrerà con l'operazione italiana Mare Nostrum?

Partiamo dall'ultimo punto, il più delicato: Frontex plus non sostituirà nell'immediato Mare Nostrum. Resteranno due operazioni separate e spetterà poi eventualmente al governo italiano decidere la soppressione della seconda. Frontex plus, infatti, sarà più limitata nel campo di applicazione e nell'estensione geografica. "Non sarà identica, e soprattutto, non so se potremo trovare i mezzi per fare quello che ha fatto l'Italia" ha sottolineato il commissario agli Affari interni dell'Ue Cecilia Malmstroem. Tutto infatti dipenderà da quanti Stati membri parteciperanno a Frontex Plus e con quali mezzi.

La missione
In sostanza verrà rafforzata l'azione di pattugliamento delle frontiere meridionali dell'Unione, incorporando ed integrando due missioni internazionali già esistenti nel Mediterraneo: la Hermes e la Enea. Le navi Ue non si spingeranno però in acque internazionali, e avranno un ruolo di solo controllo e non di soccorso umanitario. Inoltre, nel corso del vertice tra il ministro Alfano e il commissario Malmstroem è stato deciso che le barche usate dai trafficanti saranno distrutte, per evitare così che vengano riutilizzate.

Le risorse
Il punto critico è quello delle risorse: senza l'apporto dei singoli governi, la struttura comunitaria non ha la capacità di farsi carico del problema migratorio. Malmstroem lo ha detto chiaramente: "Il successo di Frontex Plus - sottolinea la commissaria - dipende dalla partecipazione dei singoli Paesi". La partecipazione è lasciata alla volontà dei singoli Stati membri che, attraverso un bando, decideranno se e come contribuire. Francia e Germania hanno già garantito il loro sostegno.

Le critiche
In Italia le critiche che si sono sollevate vertono principalmente su due fronti: la partecipazione su base volontaria e lo scopo degli interventi. I paesi dell'Unione, infatti, sceglieranno se e in che misura sostenere Frontex Plus senza alcun obbligo concreto. In secondo luogo, la missione Ue si limita al pattugliamento e al controllo, diversamente da Mare Nostrum nata anche a scopo umanitario dopo la tragedia dell'ottobre 2013 in cui persero la vita oltre 360 migranti.