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MONDO

A tre anni dal disastro nucleare che colpì il Giappone

Fukushima, nella zona evacuata si può tornare a vivere

Secondo le autorità  i livelli di radiazione sono abbastanza bassi per consentire di tornare a vivere nelle abitazioni in una parte della zona evacuata. La decisione riguarda 357 persone (117 famiglie) della città di Tamura. Molti però hanno paura di tornare

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La centrale nucleare di Fukushima (ansa)
Fukushima
Per la prima volta dopo il disastro nucleare di tre anni fa in Giappone, le autorità permettono ai residenti di tornare a vivere nelle loro case in una parte della zona evacuata, intorno alla centrale di Fukushima.
 
La decisione, che riguarda 357 persone (117 famiglie) della città di Tamura, è stata presa perché il governo ha stabilito che i livelli di radiazione sono abbastanza bassi per consentire di tornare a vivere nelle abitazioni. Molti sfollati, però, sono ancora indecisi sul tornare indietro a causa dei timori sulle radiazioni, in particolare del loro effetto sui bambini.
 
L'11 marzo 2011 più di centomila persone furono sfollate dopo il disastro nucleare conseguente al terremoto e allo tsunami che causarono i crolli nella centrale di Fukushima. Da allora molte persone vivono ancora in alloggi temporanei o a casa di parenti; alcuni cittadini si sono allontanati per iniziare la vita da un'altra parte. Delle aree all'interno dell'area di evacuazione sono diventate città fantasma, invase dalle erbacce.
 
Le visite all'interno della zona evacuata erano stati precedentemente autorizzate, e circa 90 persone già vivono nell'area grazie a un permesso speciale. Adesso è prevista l'aperura di nuovi negozi e scuole pubbliche per accogliere chi tornerà a vivere nell'area.
 
Gran parte di Tamura si trova al di fuori della zona di evacuazione La città ha una popolazione di 38mila persone, compresi gli sfollati che vivono in alloggi temporanei. Questi ricevono un aiuto da parte del governo di 100.000 yen (mille dollari) al mese. Chi tornerà indietro otterrà una cifra di circa 9mila dollari (una sola volta) come incentivo. Il compenso mensile si concluderà entro un anno per i residenti delle aree in cui il governo ha deciso che sono abbastanze sicure.