Original qstring:  | /dl/archivio-rainews/articoli/G8-di-Genova-ordine-dei-medici-sospende-per-6-mesi-il-dottore-della-caserma-Bolzaneto-e62ce9c2-94b1-4cfa-aa8e-4f85f5a5db69.html | rainews/live/ | true
ITALIA

Giacomo Toccafondi rischiava la radiazione

G8 di Genova, l'ordine dei medici sospende per 6 mesi il dottore della caserma Bolzaneto

Nel 2001 fu chiamato a gestire l’infermeria della caserma di Bolzaneto teatro di violenze e abusi sui manifestanti fermati. Licenziato dalla Asl, condannato a risarcire i ragazzi e scampato all'eventuale condanna penale grazie alla prescrizione, il dott. Toccafondi dal 1° ottobre potrà indossare nuovamente il camice bianco

Condividi
Roma
Sei mesi di sospensione. E’ la pena inflitta dall’ordine dei medici al dott. Giacomo Toccafondi, l’uomo che nel luglio del 2001 gestì l’infermeria della caserma di Genova Bolzaneto. Una pena lieve se si considera che poteva rischiare la radiazione dall'Albo anche in considerazione delle accuse che sul suo operato pendevano. Il medico infatti è stato accusato di non aver fatto nulla, e anzi di aver attivamente partecipato alle torture che nella caserma genovese si consumarono. Accuse da cui il medico si è salvato dal punto di vista penale grazie alla prescrizione ma che gli sono costate comunque una condanna a risarcire le vittime.
 
La sospensione, arrivata dopo un procedimento durato otto mesi, scatterà dal 1° marzo e, di conseguenza, dal 1° ottobre il dott. Toccafondi potrà tornare ad indossare il camice bianco. La decisone non può essere impugnata.
 
Toccafondi, nei racconti dei ragazzi vittime di violenze, era indicato come colui che picchiava, e anzi era  descritto come “il seviziatore”, il “dottor-tortura”.
 
I reati che erano stati contestati a lui e ad altri quatto medici 'arruolati' per il G8 dalla polizia penitenziaria andavano dall’omissione di referto alla violenza privata, dalle lesioni all’abuso d’ufficio. Aveva evitato una condanna grazie alla prescrizione ma, secondo i giudici, agì “con particolare crudeltà” e la caserma di Bolzaneto era un carcere improvvisato e a tempo dove “furono portate vittime in balia dei capricci di aguzzini, trascinate, umiliate, percosse, spesso già ferite, atterrite, infreddolite, affamate, assetate, sfinite dalla mancanza di sonno, preda dell’arbitrio aggressivo e violento.... sostanzialmente già seviziate, venivano in loro presenza”.
 
Violenze “come stare in piedi contro il muro, la sottoposizione a rumore, privazione del sonno, del cibo e delle bevande", nei confronti di ragazzi “picchiati, insultati, denudati e derisi, feriti e abbandonati in pozze di piscio, vomito e sangue... Alcune ragazze furono costrette a stazionare nude in presenza di uomini, oltre il tempo necessario, sottoposte a umiliazione fisica e morale”.
 
Toccafondi, in merito ai fatti del 2001, non ha mai voluto rilasciare dichiarazioni, ma il suo legale ha spiegato una volte per tutte che: “I fatti di quei giorni sono stati sovradimensionati in tutte le sedi e letti in maniera vessatoria”.