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POLITICA

Cercasi maggioranza

Governo, Conte lavora a rilancio. Renzi: "Senza di noi non hanno i numeri"

Pd: tutti si assumano responsabilità in Parlamento. Renzi: nostri senatori decisivi. Udc: restiamo nel centrodestra

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Una sfida di numeri e tattica politica. E' quella che si preannuncia martedì in Senato quando il premier Giuseppe Conte affronterà in Parlamento la sfida aperta da Matteo Renzi e cercherà di far sopravvivere il governo. 

Pd: tutti si assumano responsabilità in Parlamento
La crisi fa pagare un "prezzo immenso all'Italia" e tutti devono "assumersi le proprie responsabilità" in Parlamento. Lo afferma il Pd in una nota.

"L'Italia ha bisogno di sicurezza, stabilità e futuro. Invece, come prevedibile, con l'apertura della crisi da parte di Italia Viva si stanno determinando condizioni sempre più difficili per garantire un governo adeguato al Paese in una situazione di emergenza, rischiando di aprire scenari imprevedibili".

Continua il Pd: "Dopo l'approvazione della bozza di Recovery per la rinascita e lo sviluppo e in piena pandemia, con la crisi l'ltalia sta pagando un prezzo immenso. Il Pd lo ha sempre ribadito con grande chiarezza e trasparenza: i problemi vanno affrontati e risolti, non aumentati e fatti esplodere. Ora per garantire una piena trasparenza si vada nelle sedi appropriate, quelle parlamentari, dove tutti dovranno assumersi  le proprie responsabilità per salvaguardare gli interessi del Paese".

Renzi: "Nostri senatori decisivi"
"Sono molto fiero di come stiamo lavorando. Noi siamo sui contenuti e ogni giorno che passa diventa più chiaro che la verità vince sulle veline del Palazzo. Al Senato i 18 senatori di IV saranno decisivi visto che la maggioranza al momento e tra 150 e 152. Non rispondiamo alle provocazioni e lavoriamo sui contenuti". Così Matteo Renzi all’assemblea dei parlamentari di IV. Domani i gruppi parlamentari di Italia viva torneranno a riunirsi per fare il punto e "confrontarci" sul "dopo voto delle Camere" di lunedì e martedì, aggiunge. Intanto, viene riferito, è praticamente già decisa la  linea dell'astensione in Parlamento sulla fiducia che Camera e Senato saranno chiamati ad esprimere dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte, come già preannunciato dallo stesso Matteo Renzi.

Fonti M5s: compatti su Conte, no a Renzi
A quanto si apprende da fonti M5s nel corso dell'odierna riunione del capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi e del capodelegazione Alfonso Bonafede con i direttivi di Camera e Senato "è stata ribadita da tutti l'assoluta compattezza del Movimento 5 Stelle attorno al presidente Conte".

Una posizione che "non è in discussione", così come resta confermata "l'impossibilità di qualunque riavvicinamento con Renzi, che ha voluto lo strappo nonostante i nostri parlamentari avessero lavorato bene su tanti progetti" con deputati e senatori di Italia Viva. Da parte dei presenti è emersa netta la volontà di "non voltarsi più indietro: il Movimento continua a lavorare pensando solo al bene del Paese".

Udc: no a giochi di palazzo, noi nel centrodestra
"Non si può gettare il Paese nella palude e nel caos. Gli italiani sono stanchi e stremati. Non ci prestiamo a giochi di palazzo e stiamo nel Centrodestra. Continueremo a lavorare in questo frangente drammatico per il bene del Paese. I nostri valori non sono in vendita". E' quanto spiegato dall'ufficio stampa nazionale Udc in una nota.

Il pallottoliere a Palazzo Madama
Raggiungere quota 161 a Palazzo Madama, vale a dire la maggioranza assoluta, appare tuttora complicato. E se l'ex sindaco di Firenze fissa qui l'asticella, i ragionamenti della maggioranza di governo sono però diversi: basterà incassare la fiducia, anche se ci si dovesse fermare, come appare molto probabile, sotto questo traguardo. Si parla del 'contenitore' che potrebbe ospitare proprio i responsabili: dopo l'apertura del Psi, anche il Movimento per gli italiani all'estero, che vota da sempre a sostegno dell'esecutivo, cambia nome e diventa "Maie-Italia 23". La nuova componente riceve subito l'adesione dell'ex 5S Maurizio Buccarella, che fa salire così a 5 il numero dei componenti. Lunedì il presidente del Consiglio affronterà l'Aula di Montecitorio, dove i numeri sono dalla sua, mentre martedì sarà in Senato e qui la maggioranza ha sempre corso sul filo ed ora, senza i 18 senatori di Italia viva, è scesa sotto quota 150. Sarà un discorso per il rilancio dell'azione del governo quello del premier, a cui seguirà un voto di fiducia. Italia Viva, che dopo aver alzato un muro abbassa i toni e fa intendere che uno spazio ancora per il dialogo c'è, sarebbe orientata all'astensione. Una scelta che serve a Renzi per trattenere i suoi ed evitare che tornino tra le fila dei Dem. Ma quello di Renzi potrebbe essere letto anche come il segnale di un'apertura, e che prima o poi potrebbe essere colto. Movimenti che vengono registrati e che fanno sorgere sospetti nella pattuglia dei costruttori: "Le maggioranze più vaste sono e meglio è... - osserva Clemente Mastella - ma nessuno pensi di recuperare il dialogo con Iv alle spalle dei "responsabili". Non siamo i polli di Renzi".

Deputato IV torna nel Pd
Intanto, arriva un addio a Italia Viva: si tratta del deputato Vito De Filippo che, a quanto si apprende, ha abbandonato la formazione di Renzi per rientrare nel Pd.

Merlo a Rainews24: "Non vogliamo diventare partito di Conte"
"Non vogliamo assolutamente diventare il partito di Conte ma siamo un gruppo di parlamentari che hanno in Conte un punto di riferimento". Lo ha detto il sottosegretario agli Esteri e fondatore del Maie, il senatore Ricardo Merlo, a Rainews 24.

Calenda: "Mastella mi ha chiesto appoggio Conte in cambio dell'ok del Pd su Roma"
"Comunque anche io ho avuto l'onore di una telefonata del simpatico Clemente. Una roba tipo tu appoggi Conte e il Pd appoggia te a Roma. Scarsa capacità di valutare il carattere degli  uomini. O quanto meno il mio. #costruttori del nulla". Lo scrive il  leader di Azione, Carlo Calenda, su twitter. "Ho riflettuto un giorno sul rendere pubblica una  telefonata privata. E tuttavia - aggiunge Calenda - considero questa  offerta un insulto personale e un dato politico rilevante per capire  il quadro di degrado in cui versiamo. Ps. non ho motivo di pensare che il Pd fosse a conoscenza di quanto detto".

La replica di Mastella a Calenda: "Sei di uno squallore incredibile"
"Sei una persona di uno squallore umano incredibile". E' una replica al vetriolo quella che Clemente Mastella riserva a Carlo Calenda dando la sua versione dei fatti: "Ti ho telefonato per chiederti cosa facevi e mi hai detto che eri contro Renzi. Allora sei per il Pd? No, mi hai risposto: 'il Pd mi dovrà scegliere per forza come candidato sindaco'. Poi hai aggiunto: 'Ne parlo'. Quanto a me, non ho alcuna titolarità per parlare a nome del Pd. Sei rimasto quello che conoscevo all'epoca del Cis di Nola, che era il referente per le segnalazioni. Ruolo modesto, perché sei moralmente modesto", dice Mastella in una nota. In seguito, ai microfoni di Tgcom24, Mastella ha aggiunto: "No, non sono né pilastro, né costruttore, su questa crisi sono molto diffidente. Al momento mi chiamo fuori perché, dopo aver cercato di dare consigli su come risolvere la crisi, sono stato attaccato sul personale. Allʼorizzonte vedo più un Conte ter con un rimpasto e un rientro di Italia viva che un governo Conte sostenuto da unʼaltra maggioranza con lʼingresso di Responsabili". 

Vertice del centrodestra
"Il centrodestra è unito e compatto in tutte le sue componenti. Mentre l'ex maggioranza mette in scena uno spettacolo offensivo per migliaia di italiani che soffrono per le conseguenze sanitarie ed economiche della pandemia, il centrodestra lavora concretamente ai contenuti, a costruire una alternativa alla sinistra  forte e capace di affrontare le difficili sfide che l'Italia si trova davanti". E' quanto si legge in una nota congiunta del centrodestra al termine del vertice che si è svolto a Milano. Erano presenti Matteo Salvini, Antonio Tajani, Giovanni Toti, Maurizio Lupi. Hanno partecipato, in collegamento Zoom, Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Lorenzo Cesa.