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POLITICA

Palazzo Madama

Governo e maggioranza due volte sotto sul ddl Delrio sulle province

In Commissione Affari Costituzionali maggioranza battuta su due emendamenti del ddl Province, ddl ora all'esame dell'Aula che ha bocciato la pregiudiziale di costituzionalità con appena 4 voti di scarto. Mercoledì il voto finale

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Graziano Delrio
Roma
Governo e maggioranza due volte sotto in Commissione Affari Costituzionali al Senato sul ddl Delrio. Decisiva l’assenza del senatore Mario Mauro (Per l’Italia). Il disegno di legge è ora all'esame dell'Aula di palazzo Madama che ha bocciato le pregiudiziali di costituzionalità con appena 4 voti di scarto.
 
Un segnale non proprio positivo per il premier Matteo Renzi e le sue riforme è arrivato da palazzo Madama dove, governo e maggioranza, sono stati battuti su due emendamenti del ddl Delrio sulla riforma delle Province. Riforma che è stata poi licenziata dalla Commissione ed è ora in Aula da dove arrivano ulteriori segnali non rassicuranti per il premier. La pregiudiziale di costituzionalità presentata da M5S non è passata infatti per appena 4 voti. I sì sono stati 112 e i no 115; c'è stata un'astensione che al Senato vale come voto contrario. Uno scarto molto ridotto che dimostra i mal di pancia presenti nella maggioranza: basti considerare che il governo Renzi conta in teoria  su una maggioranza di 169 senatori.

Governo e maggioranza, in mattinata, erano stati battuti su un emendamento dell'opposizione che restituisce alle Province le competenze sull'edilizia scolastica; mentre bocciato è stato l'emendamento del relatore che fissava un tetto all'indennità dei presidenti delle Province. Decisiva, nelle votazioni in Commissione, l'assenza del senatore Mauro. "Un'assenza politica" per esprimere il proprio "dissenso sull'impianto del ddl Delrio" di riforma delle Province. E' questa, secondo quanto viene riferito, la motivazione dell'assenza del senatore Mauro. Per Mauro il ddl avrebbe dei "limiti di costituzionalita'" e "i costi non sarebbero affatto diminuiti". Quindi, "al di là del riformismo annunciato dal governo, questo ddl - questa la tesi di Mauro - non produce gli effetti annunciati". 

Alla fine è comunque arrivato il via libera della Commissione ed il provvedimento è quindi approdato in Aula. Il voto finale è atteso per mercoledì nel tardo pomeriggio.