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MONDO

Salì al trono il 6 febbraio 1952 ma venne incoronata il 2 giugno 1953

Gran Bretagna, ritratto di Elisabetta II: una regina da record

Oggi Elisabetta II supera il record di permanenza sul trono detenuto dalla Regina Vittoria (63 anni e 216 giorni). Sarà lei, dunque, a stabilire il nuovo primato da battere

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Regina Elisabetta II (Ap)
di Laura Corsi
Chissà se quando salì al trono, a soli 25 anni, avrebbe mai immaginato che il suo regno sarebbe diventato il più lungo della storia della Gran Bretagna. Oggi,  9 settembre, Elisabetta II supera il record di permanenza sul trono detenuto dalla Regina Vittoria (63 anni e 216 giorni). Sarà lei, dunque, a stabilire il nuovo primato da battere.

Il colpo di scena che cambiò il suo destino
E pensare che alla sua nascita, il 21 aprile 1926, nessuno avrebbe mai scommesso che un giorno avrebbe indossato la corona. Ma quando suo padre, l’11 dicembre 1936, divenne improvvisamente re (Giorgio VI), dopo l’abdicazione del fratello Edoardo VIII, il destino di Elisabetta cambiò. 
 
Gli anni della seconda guerra mondiale
Fin da giovane Elisabetta dimostrò un carattere forte e uno spiccato senso del dovere. Come quando, durante la seconda guerra mondiale, prestò servizio come volontaria nell’Auxiliary Territorial Service (un ramo dell'esercito britannnico), dove venne addestrata come autista.



L'ascesa al trono
L’ascesa al trono arrivò pochi anni dopo, il 6 febbraio 1952, giorno della morte di re Giorgio VI. Ma l’incoronazione ebbe luogo solo il 2 giugno 1953 (al termine del periodo di lutto per la scomparsa del sovrano), con una solenne cerimonia nell’Abbazia di Westminster. Quando divenne regina era già sposata con il principe Filippo e aveva due figli: Carlo e Anna. Gli altri due, Andrea ed Edoardo, sarebbero arrivati successivamente.


Durante il suo regno si sono susseguiti 12 primi ministri 
In oltre 63 anni di regno, Elisabetta II ha attraversato due secoli, vivendone i mutamenti storici, culturali e sociali, e ha visto succedersi 12 primi ministri britannici: da Winston Churchill a Margaret Thatcher, da Tony Blair a David Cameron. Da sempre Sua Maestà tiene un incontro settimanale con il premier in carica per discutere le questioni politiche. Ma i rapporti con gli inquilini che si sono avvicendati al numero 10 di Downing Street non sempre sono stati idilliaci: con la "Lady di ferro", in particolare, ci furono non poche frizioni.


L'annus horribilis
Riconosciuta come capo di Stato non solo in Gran Bretagna, ma anche nei 15 reami del Commonwealth, la vita da sovrana di Elisabetta II ha inevitabilmente attraversato alti e bassi. Il momento più difficile fu il 1992, definito dalla regina stessa l’"annus horribilis” della monarchia britannica, con l’incendio al castello di Windsor e la fine del matrimonio tra l’erede al trono Carlo e la principessa Diana. Proprio la vita sentimentale di tre dei suoi quattro figli ha causato parecchi grattacapi alla regina: nel 1992 arrivò anche il divorzio della secondogenita Anna da Mark Philips e nel 1996 quello del terzogenito Andrea da Sarah Feguson. Rotture spesso accompagnate da scandali, che hanno creato non poco imbarazzo a Sua Maestà.

La morte di Lady D
Ma non furono le cronache rosa legate ai membri della famiglia reale, e nemmeno le frequenti gaffe del principe consorte Filippo a scalfire l’immagine della regina. Il punto più basso della sua popolarità Elisabetta II lo toccò infatti nel 1997, dopo la morte di Lady Diana. In quell’occasione la sovrana venne giudicata troppo fredda e distaccata dal dolore dei sudditi: ci mise infatti cinque giorni per lasciare la Scozia e tornare a Londra per partecipare alla commozione del popolo.



Il Giubileo d'oro
Il 2002, anno del Giubileo d’oro (i 50 anni di regno), fu un altro anno doloroso per la famiglia reale: Elisabetta II dovette affrontare la perdita dell’amata sorella minore, Margaret, stroncata da un ictus a 71 anni. Dopo poco più di un mese morì anche la Regina Madre, che aveva 101 anni.

Il Giubileo di diamante
Decisamente avvolte da un clima più felice, invece, le celebrazioni, nel 2012, del Giubileo di diamante (i 60 anni di regno), precedute, l’anno prima, dal matrimonio tra William e Kate, e seguite dalla nascita dei figli della coppia (il principe George nel 2013 e la principessa Charlotte nel 2015).



Il video con il saluto nazista
Recentemente l’immagine della regina ha subìto un nuovo colpo, dopo la pubblicazione di un filmato amatoriale girato nel 1933 o 1934 nel Castello di Balmoral, residenza estiva della famiglia reale: ritrae Elisabetta bambina che fa il saluto nazista assieme alla sorella Margaret, alla madre e allo zio, il futuro re Edoardo VIII. Le immagini, diffuse dalla testata britannica "The Sun", hanno fatto il giro del mondo. Buckingham Palace ha immediatamente espresso "delusione" per la scelta di pubblicare il filmato, ricordando che "il servizio e la dedizione della Regina e della sua famiglia al benessere della loro nazione durante la guerra, e i 63 anni che Sua Maestà ha passato a costruire relazioni fra le nazioni e i popoli, parlano da soli".



Non sembra intenzionata ad abdicare
Nonostante le ombre gettate su di lei e sul suo passato, Elisabetta II va avanti come ha sempre fatto in questi 63 anni di regno. Oggi, giorno in cui batte il record di permanenza sul trono della Regina Vittoria, non sono previste celebrazioni ufficiali. Per Sua Maestà sarà un giorno di lavoro come gli altri. Anche perché, nonostante la veneranda età di 89 anni, non sembra affatto intenzionata ad abdicare, fedele a quel discorso radiofonico pronunciato, il 21 aprile 1947, prima ancora di diventare sovrana, in cui disse: “Dichiaro davanti a voi tutti che la mia intera vita, sia essa lunga o breve, sarà dedicata al vostro servizio e al servizio della nostra grande famiglia imperiale alla quale tutti apparteniamo”.