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MONDO

Regno Unito

Di nuovo una donna al numero 10 di Downing Street: in Gran Bretagna inizia l'era di Theresa May

L'ex ministro degli esteri Philip Hammond nominato cancelliere dello scacchiere. L'ex sindaco di Londra e fautore della Brexit, Boris Johnson, sarà il ministro egli Esteri. Amber Rudd, attuale ministro per l'Energia, ha preso il posto della May all'Interno. A David Davis il compito più delicato, mettere in moto la Brexit

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Inizia in Gran Bretagna l'era della Lady di ferro 2.0. Appena insediata a Downing Street, la neo premier conservatrice britannica Theresa May si è impegnata a costruire per il Regno Unito un ruolo audace, nuovo e positivo, al di fuori dell'Unione europea.

"A seguito del referendum dovremo affrontare un periodo di grandi cambiamenti a livello nazionale e sono sicura, dal momento che si tratta della Gran Bretagna, che saremo all'altezza del compito" ha detto la May. "Quando lasceremo l'Unione europea, costruiremo un nuovo audace e positivo ruolo britannico nel mondo", ha dichiarato la neo premier britannica davanti al numero 10 di Downing Street, poche ore dopo l'addio di David Cameron.

La May ha anche promesso di difendere l'unità del Regno Unito e di tutti i suoi cittadini, lottando contro le disuguaglianze sociali. "Il mio governo non difenderà gli interessi dei pochi privilegiati ma i vostri" ha spiegato rivolgendosi direttamente ai sudditi del Regno Unito. "Faremo tutto quanto possibile per offrirvi un maggior controllo sulle vostre vite", ha concluso la premier. Nell'ambito della composizione del primo esecutivo May, Boris Johnson è stato nominato ministro degli Esteri mentre il precedente titolare del dicastero, Philip Hammond, è diventato Cancelliere dello Scacchiere, in altre parole il responsabile alle Finanze. 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            

Nel nuovo governo un mix attento fra portabandiera di Leave e Remain per ricompattare il partito
Il posto di cancelliere dello scacchiere (ministro del Tesoro) andrà all'ex ministro degli Esteri, Philip Hammond. Il ministro degli Esteri sarà l'ex sindaco di Londra e fautore della Brexit Boris Johnson. Amber Rudd, attuale ministro per l'Energia prenderà il posto della May all'Interno. Insomma un mix attento fra portabandiera di Leave e Remain per ricompattare il partito dopo le divisioni referendarie, ma soprattutto di un cambio generazionale all'indietro: via i 50enni del gruppo di Notting Hill di Cameron e Osborne; recupero di alcuni veterani, più vicini per età alla May, come David Davis o Liam Fox, altri due euroscettici di ferro. Il primo va al neonato dicastero per la Brexit, a cui spetterà la gestione dei negoziati con Bruxelles. Il secondo al Commercio con l'Estero, fondamentale sullo stesso fronte. Mentre alla Difesa resta il 'Remainer' Michael Fallon, garanzia di fedeltà alla Nato rispetto alle aperture di Johnson alla Russia di Vladimir Putin.
Un nuovo ministro per negoziare l'uscita britannica dalla UE 
A David Davis il compito più delicato, mettere in moto la Brexit. Infatti la May aveva detto che "Brexit significa Brexit e vogliamo farne un successo",  preannunciando però che non chiederà l'attivazione dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona prima di fine anno. Lei vuole colloqui informali con i leader europei prima del prossimo Consiglio Ue, il 20 ottobre. A fine agosto comunque Hollande, Merkel e Renzi si vedranno all'Eliseo. E sia Hollande, sia Matteo Renzi, nel loro messaggio di congratulazioni alla May, hanno chiesto che il negoziato sull'addio di Londra all'Ue cominci prima possibile.