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MONDO

Entro venerdì

Grecia. I Parlamenti che dovranno approvare il nuovo piano di aiuti

Il Parlamento di Atene entro domani dovrà approvare una serie di rigidissime misure imposte dall'Eurozona in cambio del piano di aiuti. Poi toccherà alla Germania, alla Francia, la Finlandia, l'Austria, la Lituania, Lettonia, Estonia, Slovacchia

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Il Parlamento di Atene (LaPresse)
Atene
Il Parlamento di Atene entro domani dovrà approvare una serie di rigidissime misure imposte dall'Eurozona per il piano di salvataggio da circa 86 miliardi. L'ala sinistra dei deputati di Syriza (circa una ventina di parlamentari) sta valutando l'ipotesi di votare contro contro il piano di aiuti presentato dal proprio leader e premier . Anche i 13 deputati di Anel, la forza nazionalista che appoggia il governo, promettono battaglia. Il 'sì' dovrebbe essere assicurato dalle forze europeiste come Po -Tami di Theodorakis ma Tsipras rischia di perdere la maggioranza e di dover effettuare un rimpasto di Governo.

Ma non basta il voto di Atene per dare il via libera agli aiuti. Tra domani e venerdì sono attesi i voti di Francia, Austria, Estonia, Lettonia e Slovacchia. In questi ultimi due Paesi l'approvazione appare la meno scontata.

Il Bundestag, la Camera bassa tedesca, sarà riconvocato per votare due volte: la prima volta venerdì, sul mandato al governo per negoziare le modalità concrete e i volumi degli aiuti. Il secondo voto - la cui data è da definire - dovrà dare il via libera all'accordo finale. 

La strada è tutt'altro che spianata per il premier finlandese Juha Sipila, che tra i partner della coalizione ha il partito euroscettico dei Finlandesi, che da tempo auspica una Grexit. La posizione del governo verrà presentata a una commissione parlamentare composta da 25 membri che rappresentano l'assemblea: il voto sarà necessario solo se la commissione sarà contraria al parere del governo. Nei giorni scorsi il ministro delle Finanze Stubb ha avvertito che il Governo rischia di cadere per colpa della Grecia. La Finlandia è da anni uno dei Paesi più intransigenti nei confronti della Grecia.

La Lettonia, uno degli Stati che ha dovuto applicare le misure di austerità più severe per l'ingresso dell'Eurozona, non vede un granché bene le 'concessioni' fatte alle Grecia. La Slovacchia è l'unico Paese che nel 2010 non intyervenì nel salvataggio della Grecia. Nel 2011, oltretutto, il governo cadde dopo il voto parlamentare, passato di un soffio, per l'aumento della quota slovacca nel fondo salva-Stati. 

In Belgio, Lussemburgo, Italia, Cipro, Lituania, Spagna, Portogallo, Malta e Slovenia non è previsto il voto. In Olanda il ministro delle Finanze e presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, informerà domani il Parlamento: ma il voto non è necessario. L'Irlanda terrà un dibattito in Parlamento verso settembre, ma non ci sarà il voto.