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ECONOMIA

I nodi restano pensioni e mercato del lavoro

Grecia e Ue, ennesima gelata da Berlino: "C'è flessibilità Eurozona, mancano le proposte di Atene"

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Ennesima frenata di Berlino nella serrata trattativa in corso tra Unione europea e la Grecia. La Germania non ritiene che vi sia stata una mancanza di flessibilità da parte dell'Eurozona nel dialogo con Atene, mentre costata che finora "mancano le proposte" e "una soluzione complessiva" da parte del governo greco. 

Il gelo arriva dall'entourage del Ministro delle Finanze tedesco, precisamente dal suo portavoce, Martin Jaeger, nel corso di una conferenza stampa. Jaeger comunque fiducioso sul lavoro fatto dal governo tedesco: "Non mi aspetto critiche - ha precisato in merito a eventuali osservazioni dei partner americani sulla Grecia al G7 di Dresda. "Ci saranno domande", ha spiegato, ma si risponderà "con pazienza e in modo aperto".

I nodi restano mercato del lavoro e pensioni
Stati Uniti che partecipano al dibattito sulla Grecia essendo tra i maggiori contribuenti del Fondo monetario internazionale. A darne contro il Vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, rispondendo alle indiscrezioni dei media statunitensi secondo i quali Washington starebbe facendo pressioni su Bruxelles affinchè accetti rapidamente un accordo con Atene.

Dombrovskis ha detto che tra il governo greco e i creditori internazionali rimangono disaccordi in "settori importanti", come pensioni e mercato del lavoro. E, incalzato ancora sulle presunte pressioni Usa, ha evidenziato che tutti condividono l'opinione che "abbiamo bisogno di ultimare i negoziati al più presto possibile".

L'economista americano Kenneth Rogoff propone intanto una limitazione della circolazione del capitale per la Grecia per 5-10 anni. Proposta che il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble respinge al mittente, affermando che una decisione del genere spetta solo all'autonomia degli Stati membri. Questo è quanto emerge da un'intervista a due voci, di die Zeit, mentre la Banca Centrale europea ha lasciato invariato a 80,2 miliardi di euro il tetto massimo del fondo di emergenza a favore delle banche elleniche. Tra i pochi canali di liquidità rimasti ancora aperti per Atene.