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MONDO

Rimpasto di governo

Grecia, i nuovi ministri hanno giurato. Varoufakis sulle riforme: "Sono destinate a fallire"

Il premier ha rimosso dal governo gli esponenti ribelli che hanno votato contro il piano di riforme, concordato con i creditori in cambio dei nuovi aiuti. Via libera dall'Ecofin al prestito-ponte ad Atene per far fronte alle prime scadenze urgenti

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Tsipras (ansa)
Hanno giurato nel palazzo presidenziale ad Atene i nuovi ministri del governo greco, voluti dal premier Alexis Tsipras per stabilizzare l'esecutivo. Il premier ha infatti rimosso 10 "ribelli" che hanno votato contro il piano di riforme, concordato con i creditori in cambio dei nuovi aiuti.

I nuovi esponenti del governo
Il nuovo ministro del Lavoro è l'ex titolare delle Riforme, George Katrougalos. Alla Difesa, il premier ha scelto come vice ministro Christoforos Vernardakis, mentre la parlamentare di Syriza, Olga Gerovassili, è stata nominata portavoce del governo, al
posto di Gavriel Sakellarides. Tsipras ha sostituito anche il ministro dell'Energia, Panagiotis Lafazanis, rimpiazzato con Panos Skourletis. Fuori dall'esecutivo anche il viceministro per la Sicurezza Sociale, Dimitris Stratoulis, che viene sostituito da Pavlos Haikalis, un deputato del partito nazionalista Greci Indipendneti (Anel) alleato di Syriza. Fra gli altri movimenti va segnalata la sostituzione del vice ministro delle Finanze Nadia Valavani, che si è dimessa in polemica con l'accordo di Bruxelles. Già il 6 luglio, all'indomani del referendum, Tsipras aveva nominato al cruciale dicastero delle Finanze Euclid Tsakalotos, al posto di Yanis Varoufakis che si era dimesso.   

Il rimpasto è la risposta di Tsipras alla crisi politica in seno al suo partito, che si è spaccato sull'accordo con l'Eurogruppo. Sono 40 i deputati di Syriza che non hanno votato a favore delle misure richieste da Bruxelles, fra cui Lafazanis e Varoufakis. Il provvedimento è passato solo con i voti dei partiti europeisti dell'opposizione- Nuova Democrazia, Pasok e To Potami - ma al momento ciò non ha comportato un cambiamento della maggioranza di governo.  

Varoufakis: "Le riforme sono destinate a fallire"
Proprio da Varoufakis sono arrivate parole dure nei confronti dell'accordo per il salvataggio di Atene. Il piano di riforme economiche imposto alla Grecia "passerà alla storia come il più grande disastro macroeconomico di sempre" ha detto in un'intervista alla Bbc. "Questo programma è destinato a fallire, chiunque sia a metterlo in pratica", ha affermato in riferimento alle misure di austerità richieste dai creditori internazionali in cambio di un terzo pacchetto di aiuti da oltre 80 miliardi di dollari.  

Via libera al prestito ponte
Nel frattempo la situazione sul fronte dei finanziamenti si è sbloccata: dall’Ecofin è arrivato il via libera al prestito-ponte da 7,16 miliardi di euro per far fronte alle prime scadenze urgenti. Ad annunciare il via libera al prestito-ponte è stato il vicepresidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis. Il denaro, ha ricordato, proviene dai fondi a disposizione del meccanismo Ue per la stabilizzazione finanziaria, l'Efsm, e il via libera da parte del Consiglio Ecofin significa che "ventisette paesi hanno deciso di essere solidali con la Grecia, ma la solidarietà si accompagna con la responsabilità". Il nodo cruciale rimane però ancora il debito.

Piano di salvataggio, ok del Bundestag 
Intanto il parlamento tedesco ha approvato ieri il piano di salvataggio alla Grecia, insieme ad altri 5 parlamenti europei. Al Bundestag hanno votato a favore 439 deputati, mentre 119 sono stati contrari e 40 si sono astenuti. "È stato un accordo duro per tutte le parti in causa ed è stato l'ultimo tentativo - ha detto la cancelliera Angela Merkel in apertura del dibattito in Aula - Non aiutare la Grecia sarebbe stato da irresponsabili e ci sarebbe stato il rischio caos". "È l'ultimo tentativo per risolvere un caso estremamente difficile", le ha fatto eco il ministro delle Finanze Schaeuble.