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MONDO

Formazione un tempo legata al Pkk

Gruppo armato curdo rivendica la strage di militari ad Ankara

L'attacco a un convoglio di bus dell'esercito è costato la vita a 28 persone. Altre 61 sono rimaste ferite

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Prima rivendicazione della strage di militari turchi di mercoledì sera ad Ankara. Un gruppo di miliziani curdi vicini al Pkk ha rivendicato l'attentato contro il convoglio di bus dell'esercito che ha causato 28 morti ed oltre 60 feriti.

Sugli ambienti del Pkk si erano indirizzati immediatamente i sospetti del governo turco. L'altra ipotesi fatta era quella di un attentato compiuto dai jihadisti dell'Isis. 

A rivendicare l'attacco è stato il Kurdistan Freedom Hawks (Tak), che se ne è assunta la paternità sul proprio sito. Tak, un tempo legato al Pkk e ora indipendente dal 2005, ha scritto che l'attentato con un'autobomba è stato una risposta alle politiche contro i curdi del presidente Recep Tayyip Erdogan.

Dopo la strage, Erdogan aveva assicurato che avrebbe continuato a colpire i separatisti curdi sia in Turchia, sia in Iraq e Siria. 

Ankara era già stata teatro lo scorso ottobre di una sanguinosa strage durante una marcia pacifista antigovernativa, costata la vita a 97 persone. Altre 240 erano rimaste ferite. I manifestanti avevano puntato il dito contro il governo turco, sebbene le autorità accusassero l'Isis per l'attentato, sferrato da due kamikaze.