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MONDO

Nel Campus armati di bombe molotov, frecce e pietre

Studenti asserragliati nel politecnico a Hong Kong. Ambasciatore: "La Cina non resterà a guardare"

Monito alla Gran Bretagna dell'ambasciatore cinese a Londra: "Non interferite". Il Foreign office ha espresso preoccupazione per "l'escalation delle violenze".  Non accenna ad allentarsi intanto l'assedio della polizia al PolyU: sono circa un migliaio gli studenti intrappolati nel campus, a decine sono riusciti a fuggire calandosi con una corda da un ponte

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La protesta a Hong Kong non ha ormai "nulla a che fare con la cosiddetta democrazia, ma mira a minare il modello 'un Paese, due sistemi'". Così l'ambasciatore della ex colonia britannica a Londra, Liu Xiaoming, ammonendo che Pechino "non resterà con le mani in mano se lo scenario diverrà incontrollabile". "Abbiamo sufficiente determinazione e potere per mettere fine ai disordini", rincara Liu, tornando a denunciare "i commenti irresponsabili" del governo britannico, sollecitato a "non interferire negli affari interni" della Cina.

Il governo britannico ha oggi ribadito, in una nota del Foreign Office, la sua grave preoccupazione per "l'escalation delle violenze" da parte sia dei manifestanti sia della polizia. "Siamo seriamente preoccupati per l'escalation delle violenze da parte sia dei manifestanti sia delle autorità attorno ai campus dell'università", ha fatto sapere Londra. "E' vitale che i feriti possano ricevere adeguate cure mediche e sia garantito un corridoio sicuro a chi voglia lasciare l'area", ha aggiunto il Foreign Office prima di rilanciare un appello per "la fine della violenza e l'impegno di tutte le parti a un dialogo politico serio in vista delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Distrettuale di domenica".

Arresti e scontri, PolyU resta sotto assedio
L'assedio della polizia di Hong Kong al PolyU, il Politecnico diventato la roccaforte dei manifestanti, non accenna ad allentarsi. Dopo un braccio di ferro andato avanti per tutta la notte, alcuni manifestanti hanno provato a uscire dal campus (al cui interno si sono asserragliati dagli 800 ai mille manifestanti) ma la polizia li ha arrestati o ha lanciato lacrimogeni e i proiettili di gomma contro di loro. La polizia ha invitato a più riprese i giovani ad arrendersi e intanto il governatore Carrie Lam appare sempre più defilata: oggi si è limitata a visitare l'agente ferito domenica da una freccia al polpaccio e ha invitato esplicitamente i giovani a seguire le indicazioni della polizia. Le autorità dell'ex colonia britannica per la prima volta hanno ventilato l'eventualità di cancellare le elezioni comunali previste per il fine settimana.

Uno dei tentativi di fuga dei giovani è stato ripreso in un drammatico video diffuso dall'emittente Rthk, che mostra i manifestanti correre sopra un ponte pedonale: a decine sono riusciti a fuggire, calandosi con una corda, altri sono stati arrestati e si sono consegnati alle forze dell'ordine.

Gli arresti si sono susseguiti per tutto il corso della giornata, intervallati dagli appelli della polizia alla resa. "Se abbandoneranno le armi, la polizia non userà la forza", ha assicurato un portavoce. Ma diverse centinaia di giovani continuano l'occupazione: la polizia ha lasciato entrare personale della Croce Rossa per assistere i feriti, ma secondo alcuni rappresentati degli studenti, ci sarebbe anche un problema di carenza di viveri e acqua.

Il dramma dell'assedio al PolyU si consuma anche fuori dal campus
Molti genitori, qualcuno assiepato fuori dal campus, hanno implorato l'amministrazione e la polizia di lasciare uscire indenni i loro figli dall'università accerchiata, e venti dirigenti di altre scuole superiori hanno chiesto di potere entrare all'interno del campus per il timore che ci possano essere decine di minorenni all'interno del campus.

L'escalation della violenza e del caos ha causato, solo oggi, 66 feriti ricoverati negli ospedali di Hong Kong, tra i quali un uomo di 84 anni. Nell'ultimo fine settimana sono state arrestate 154 persone, tra cui 51 persone identificate come giornalisti o personale paramedico, per il sospetto che potessero essere manifestanti. In totale, sono 4.491 le persone arrestate a Hong Kong dall'inizio delle proteste anti-governative, di cui non si vede la fine e che stanno mettendo a durissima prova la pazienza di Pechino. "Nessuno sottovaluti la nostra determinazione a salvaguardare la nostra sovranità e la stabilità di Hong Kong", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino, Geng Shuang, dopo che gli Usa avevano definito "ingiustificato" l'uso della forza nell'ex colonia britannica. Intanto, l'Unione Europea ha parlato di violenza "inaccettabile". 

Gas lacrimogeni e molotov
Anche oggi, soprattutto sul Kowloon, si sono consumati scontri a colpi di raffiche di gas lacrimogeni e di lanci di bottiglie Molotov tra polizia e manifestanti con i secondi spesso impegnati in azioni diversive per distrarre gli agenti dall'accerchiamento del campus. Il clima rimane fortemente instabile: sempre sul Kowloon sono comparsi anche agenti delle squadre speciali, alcuni dei quali avvistati mentre imbracciavano armi d'assalto, i fucili M4, e in serata centinaia di persone si sono nuovamente radunate in sostegno degli studenti asserragliati al PolyU.

Allo scenario di guerriglia urbana si aggiunge lo schiaffo subito dall'amministrazione di Hong Kong: l'Alta Corte ha giudicato "incostituzionale" il divieto di indossare maschere per coprire il volto nei raduni pubblici, emesso dall'amministrazione il 5 ottobre scorso facendo ricorso a una legge di emergenza di epoca coloniale. Il tribunale ha accolto il ricorso presentato da 25 parlamentari pan-democratici contro il governo guidato da Carrie Lam.

Mentre Hong Kong vive la situazione più difficile dal 1997 e dopo una settimana di caos e paralisi, anche i dati all'economia certificano il peggioramento della situazione: dopo la recensione tecnica confermata venerdì scorso, il tasso di disoccupazione è oggi ai massimi dal 2017, al 3,1%, secondo i dati che prendono in considerazione il periodo compreso tra agosto e ottobre scorsi.