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MONDO

Alta tensione

Hong Kong, nuovi scontri: sgomberato un accampamento, arrestati due dei leader della protesta

Centinaia di agenti intervengono per la rimozione delle barricate e delle tende a Mong Kok. In manette 116 persone, tra le quali Joshua Wong e Lester Shum. Feriti 20 poliziotti

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Nuovi scontri a Hong Kong (Ansa)
Hong Kong
A Hong Kong torna ad alzarsi la tensione e si registrano nuovi scontri in strada. La polizia ha evacuato in buona parte uno dei tre accampamenti principali dei manifestanti in favore della democrazia, quello di Mong Kok: nel giro di due ore le barricate sono state smantellate. Complessivamente 20 poliziotti sono rimasti feriti e 116 attivisti sono stati arrestati: tra loro ci sono anche i leader della protesta Joshua Wong e Lester Shum.

Sgomberi forzati 
La polizia e gli ufficiali giudiziari stanno portando avanti lo sgombero forzato delle aree occupate. La settimana scorsa un’operazione analoga è stata condotta nei pressi di un grattacielo di Admiralty, anche in quel caso dopo la sentenza di un giudice.
 
Rimosse le barricate
Gli scontri sono ripresi mentre le operazioni erano in corso in Nathan Road, con centinaia di agenti con caschi e bastoni che fronteggiavano i manifestanti. Nel frattempo tre gruppi patriottici in cappello rosso e maglietta con la scritta "Amo Hong Kong", apparentemente appartenenti ad organizzazioni legate al settore dei trasporti, smantellavano le barricate in legno e in metallo e delle tende.

Arrestati anche due leader della protesta 
Le forze dell'ordine hanno effettuato nuovi arresti. In manette anche il leader del gruppo Scholarism, Joshua Wong, una delle figure di punta di questo movimento di protesta privo di dirigenza unica, e Lester Shum, uno dei capigruppo della Federazione studentesca di Hong Kong, che ha dato il via all'occupazione dei quartieri nevralgici della città.
 
Movimento diviso sulle strategie
La protesta in favore della democrazia va avanti da due mesi. Rispetto alla fine di settembre, quando decine di migliaia di persone erano scese in strada, il numero dei manifestanti si è considerevolmente ridotto. Il movimento sembra diviso sulla strategia da seguire, mentre cresce l’insofferenza di parte della popolazione, stanca per i disagi causati alla vita cittadina dall’occupazione di aree nevralgiche della città.