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ITALIA

Il disastro di un anno fa in Abruzzo

Hotel Rigopiano, che cosa non ha funzionato nella gestione dell'emergenza? L'inchiesta della TGR

Documenti ufficiali e interviste inedite fanno luce sui i ritardi nell'apertura del protocollo di emergenza da parte del centro coordinamento soccorsi della prefettura di Pescara e sul mancato intervento di un elicottero cosiddetto "ogni tempo" dell'esercito o dei reparti "search and rescue" dell'aeronautica militare che forse avrebbe potuto anticipare di diverse ore l'arrivo dei soccorritori a Rigopiano. L'inchiesta esclusiva di Ezio Cerasi per la Tgr Abruzzo

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A quasi un anno dalla tragedia di Rigopiano, la TGR Abruzzo ha realizzato  un'inchiesta esclusiva sulle presunte carenze  e omissioni nella gestione della prima emergenza scattata alle ore 19.00 del 18 gennaio.

Documenti ufficiali e interviste inedite fanno luce sui i ritardi nell'apertura del protocollo di emergenza da parte del centro coordinamento soccorsi della prefettura di Pescara e sul mancato intervento di un elicottero cosiddetto "ogni tempo" dell'esercito o dei reparti "search and rescue" dell'aeronautica militare che forse avrebbe potuto anticipare di diverse ore l'arrivo dei soccorritori a Rigopiano.



L’inchiesta di Ezio Cerasi 



La versione integrale dell'inchiesta è stata trasmessa all'interno di Buongiorno Regione Tgr Abruzzo su Rai3 alle 7.30 e da RaiNews24 alle 11.45.

La tragedia del 18 gennaio 2017
La valanga di Rigopiano è un evento verificatosi il 18 gennaio 2017 presso l'omonima località situata nel comune di Farindola, in Abruzzo. La slavina, distaccatasi da una cresta sovrastante, ha investito l'albergo Rigopiano-Gran Sasso Resort, causando ventinove vittime. Si tratta della tragedia più grave causata da valanga avvenuta in Italia dal 1916 e dal 1999 in Europa.  

23 gli indagati
C'è anche l'ex prefetto di Pescara Francesco Provolo tra coloro che hanno ricevuto l'avviso di garanzia. Tra gli indagati ci sono anche il presidente della provincia di Pescara Antonio Di Marco, il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta e numerosi dirigenti pubblici.

Documenti e testimonianze inedite
“Nel Mattinale del 18 gennaio 2017 della Sala operativa Nazionale dei Vigili del fuoco la parola Rigopiano non c’è, solo il giorno dopo c’è traccia del protocollo di emergenza”. Lo afferma Costantino Saporito, segretario nazionale Usb-Vigili del fuoco nell’inchiesta giornalistica di Ezio Cerasi trasmessa questa mattina dalla Tgr Abruzzo. Per Saporito “la comunicazione da parte gestione del Ccs della Prefettura di Pescara non ha funzionato così come la valutazione del rischio iniziale e il fattore tempo è vitale perché per un soccorritore la differenza tra un minuto e un’ora è tanta”. 

L’esponente sindacale, inoltre interviene sulla mancata richiesta dell’ intervento di elicotteri speciali dell’Aeronautica militare o dell’Esercito cosiddetti “ogni tempo “ che forse avrebbero potuto anticipare di diverse ore l’arrivo delle squadre di soccorso a Rigopiano. “Il Prefetto, ovvero il Centro Coordinamento soccorsi avrebbe dovuto richiedere a Roma un elicottero”, sottolinea Saporito che aggiunge:  “ la Protezione Civile è una macchina complessa che utilizza tutte i corpi dello stato, tu le migliori eccellenze, ma non funziona quando a prevalere sono gli orticelli e gli antagonismi”.

L’ex Prefetto di Pescara, Francesco Provolo, figura tra gli indagati dell’inchiesta della procura che tra l’altro ha ipotizzato ritardi nell’apertura del Ccs attivato solo la mattina del 18 gennaio nonostante l’emergenza neve che da da alcuni giorni aveva paralizzato la viabilità di diversi comuni montani della provincia compresa la zona dell’hotel Rigopiano.

La mancata ricognizione 
L’inchiesta giornalistica rivela anche la tentata ricognizione su Rigopiano da parte di un elicottero HH139 della Guardia Costiera di Pescara. La richiesta non fu ufficiale, ma arrivò dal rappresentante del 118 che dopo aver raccolto voci su possibili problemi all'hotel chiese aiuto al comando della Direzione Marittima. Un equipaggio già in volo per l'emergenza neve in provincia di Pescara non riuscì’ a raggiungere Rigopiano a causa del ghiaccio che si formò anche sul parabrezza. “Gli HH 139 in dotazione alle forze armate non dispongono del “Fips” ( Full ice protection system) la protezione totale antighiaccio che protegge dalla maggiore insidia per un elicottero, afferma Luigi Turchetti, ex pilota istruttore dell’Esercito ed ex comandante della task force elicotteri della missione Unifil in Libano”. Gli NH 90 dell’Esercito e della Marina Militare e gli HH 101 Caesar del 15° Stormo dell’aeronautica Militare - “Search and Rescue - sono invece dotati del sistema Fips.

Tra i documenti evidenziati anche un atto della Commissione Difesa della Camera dei Deputati che nel 2008 autorizzò l’acquisto dei Caesar, sottolineando soprattutto la “capacità di operare con temperature polari fino a 45 gradi sotto lo zero”. L’HH 101  “arriverà dove gli altri non potranno arrivare”, disse nel 2016 in un’intervista alla Rai rispolverata dall’inchiesta, l’ex capo di stato Maggiore dell’Aeronautica, Pasquale Preziosa, quando entrò in servizio il Caesar nella base di Cervia, a poco più di un’ora di volo da Rigopiano. Il 15° Stormo dell’Aeronautica militare svolge attività di ricerca e soccorso 24 ore su 24 con equipaggi altamente specializzati e in grado di entrare in azione anche in 30 minuti dalla richiesta di soccorso.