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MONDO

Durante la II Guerra mondiale Henk Zanoli nascose un bambino ebreo dai nazisti

Il "Giusto tra le Nazioni" restituisce la medaglia a Israele: "Una vergogna l'offensiva su Gaza"

L'uomo, un olandese d 91 anni, il 20 luglio scorso ha perso in un raid israeliano a Gaza 6 parenti. Nel 1943 salvò la vita a un ragazzo ebreo e, per questo, fu insignito del riconoscimento che Israele conferisce ai non ebrei per aver salvato delle vite durante l'Olocausto. "Continuare a tenere la medaglia - afferma Zanoli - sarebbe un insulto alla mia famiglia"

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Henk Zanoli (twitter ‏@ManuelBelgranoV)
Amsterdam (Olanda)
Henk Zanoli è un uomo olandese di 91 anni. Lui è contro la guerra, lui è per la vita. Tanto da rischiarla quando si è trattato, durante la II Guerra mondiale, di nascondere e mettere in salvo dalla furia nazista un bambino ebreo. E proprio per questo atto d'amore, così generoso, è stato insignito dallo Stato ebraico della medaglia di 'Giusto tra le nazioni', il riconoscimento che Israele conferisce ai non ebrei per aver salvato le vite di ebrei durante l'Olocausto. Ora, per lui, questa medaglia è pesante, ingombrante. Soprattutto dopo che a Gaza, durante il conflitto in corso tra Hamas e Israele, sei suoi parenti sono rimasti uccisi da un raid aereo israeliano. Giovedì scorso Zanoli, il cui padre morì in un campo di concentramento nazista, è andato all'ambasciata israeliana all'Aja e ha fatto quello che la sua coscienza gli suggeriva: restituire la medaglia, diventata ora un insulto per la sua famiglia.

In una lettera inviata all'ambasciatore israeliano in Olanda Zanoli ha parlato del prezzo che lui e la sua famiglia hanno dovuto pagare per essersi opposti alla "tirannia nazista". "Mia sorella ha perso suo marito, che è stato giustiziato sulle dune dell'Aja per il suo coinvolgimento nella resistenza", si legge nella lettera pubblicata sul giornale israeliano Haaretz. "Mio fratello - continua Zanoli - ha perso la sua fidanzata ebrea, deportata e mai più tornata indietro".

In questo scenario, ha spiegato l'uomo, "continuare a fregiarmi dell'onore concessomi dallo Stato di Israele in queste circostanze sarebbe un insulto... per coloro nella mia famiglia, quattro generazioni dopo, che hanno perso non meno di sei dei loro parenti a Gaza". Zanoli, commenta il quotidiano statunitense New York Times, si è trasformato nei decenni da sostenitore a critico di Israele. Questo rispecchia, quindi, un più ampio spostamento di vedute in Europa, dove il dolore per l'uccisione di sei milioni di ebrei europei ha portato molti ad appoggiare la nascita di Israele nel 1948 come "paradiso per gli ebrei a livello mondiale".

Nel 1943, scrive il New York Times, Zanoli portò di nascosto a bordo di un treno un ragazzino ebreo da Amsterdam al villaggio olandese di Eemnes. Il bambino rimase al sicuro, sotto la tutela della famiglia Zanoli, per due anni, fino alla fine della guerra. Settantuno anni dopo, il 20 luglio scorso, un F-16 dell'aviazione israeliana ha distrutto la casa della sua pronipote nella Striscia di Gaza, uccidendo tutti coloro che si trovavano al suo interno: la sua pronipote, una diplomatica olandese, sposata con un economista palestinese - Ismail Ziadah - che ha perso nell'attacco tre fratelli, una cognata, un nipote e la prima moglie di suo padre.