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ITALIA

Ferrara

Igor, sangue sul furgone: in fuga ferito il killer dai tanti volti. "Non si farà prendere vivo"

Tracce di sangue sono state trovate sul furgone utilizzato per la fuga. "A volte sembrava un bambino di 10 anni" racconta un ex compagno di cella di Ezechiele il serbo, alias Igor il russo, in una intervista a Libero. "Anche la caccia dei carabinieri è un gioco per lui. Ha preso le armi alle persone a cui ha sparato, forse sta organizzando l'arsenale per l'ultimo scontro"

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"Se non si è già ucciso, di certo non si farà prendere vivo. Ha detto che non sarebbe mai tornato dentro". E' Mirko a parlare in una intervista a Libero. E' un ex compagno di cella del presunto killer di Budrio, lo spietato assassino dalla doppia identità. "A volte sembrava un bambino di 10 anni", ha raccontato, rievocando la sua passione per i cartoni animati. "Anche la caccia dei carabinieri è un gioco per lui. Ha preso le armi alle persone a cui ha sparato, forse sta organizzando l'arsenale per l'ultimo scontro". Il nome Ezechiele?  "Lo ha scelto con noi in cella, dopo la conversione ci ha chiesto di chiamarlo in quel modo perché é il nome di un personaggio biblico" spiega, escludendo che Igor Vaclavic abbia un'altra identità.

Igor Vaclavic, russo, ma anche Ezechiele Norberto Feher, serbo, nato a Sobotica, come si è scoperto da un suo profilo personale Facebook, è ferito. Lo hanno stabilito i rilievi fatti sul fiorino utilizzato per la fuga e abbandonato dopo l'omicidio della guardia giurata: c'era l'impronta di una mano sporca di sangue sul tettuccio e stracci zuppi di sangue all'interno dell'abitacolo. Sono stati trovati anche un mozzicone di sigaretta e alcune magliette, materiale sufficiente a rilevare un profilo di Dna. Tutti elementi che si aggiungono ai riscontri che legano lo stesso uomo a due delitti: quello di Davide Fabbri, il barista freddato nel suo locale una settimana fa a Budrio, e quello di Valerio Verri, la guardia ecologica uccisa nel Mezzano sabato sera scorso, mentre un agente della polizia provinciale, Marco Ravaglia, è sempre ricoverato in condizioni critiche, seppur stabili.

Dopo tre giorni di caccia continua con i reparti speciali nell'area tra Argenta e Molinella., "Igor il Russo-Ezechiele il Serbo" è ancora 'alla macchia'. Non c'è traccia nelle paludi dello straniero dalle molte identità, anche se il Comandante generale dei Carabinieri, Tullio Del Sette, ieri sera ha chiarito che il fuggitivo è nato e vissuto in Serbia ed è "ricercato nel suo paese per rapina con violenza sessuale". Il 41enne ha dalla sua una conoscenza millimetrica del territorio, nel quale da tempo si nasconde, e un'esperienza pluridecennale di tattiche per sfuggire agli inseguitori. Le ricerche si sono intensificate in un'area che va da Mezzano fino all'oasi di Marmorta ma il fulcro dell'azione dovrebbe essere l'oasi di Marmorta e Campotto, nei pressi di Argenta, dove il killer ha abbandonato il Fiorino bianco con cui stava fuggendo per addentrarsi a piedi nella boscaglia e nascondersi. E' una persona "con una grande capacità di muoversi, un soggetto pericoloso che non si arrende alle prime difficoltà ma stiamo facendo un grande sforzo per prenderlo e lo prenderemo", ha detto il capo della polizia Franco Gabrielli. "Faremo il possibile per catturarlo e impedire che possa ancora nuocere" ha promesso il generale Del Sette.

Su Facebook è Ezechiele con la cravatta
E' serbo, dunque. Ma è comunque ampia la rosa di alias al vaglio degli inquirenti che attribuiscono al killer un codice Interpol, a cui sono associati alcuni dati per l'identificazione, che si presenta complicata.

Igor Vaclavic, 41 anni, nato in Russia, come dagli atti del tribunale ferrarese che lo condannò per rapine in passato, certamente non esiste. Ezechiele Norberto Feher, originario di Sobotica, in Serbia, come dal profilo Facebook che lo ritrae in giro per Ferrara come un turista qualsiasi, è probabilmente altrettanto inventato ma più vicino alla realtà. Ezechiele, si dice, è il nome con cui è stato battezzato nel carcere a Ferrara, dove è stato detenuto dal 2011 al 2015. 

In una foto del suo album personale, si mostra assieme a "un grande amico" - scrive lui stesso in un post - don Antonio Bentivoglio, cappellano del carcere dell'Arginone col quale aveva una amicizia, da detenuto a religioso. Ciò che stride e rende inquietante questa storia paradossale è che nelle foto di Facebook è in giacca e cravatta, ride, scherza, fa il simpaticone: si fa fotografare coi cosplay (figuranti in costume) in giro per Ferrara, in via Garibaldi, in piazza Trento Trieste, sotto gli uffici del giornali cittadini. E tutto questo nel giugno 2016, un anno fa. Si fa un selfie anche davanti alla statua dell'Acquedotto, piazza 24 maggio. Fa gli auguri di Buon Natale, di Capodanno. L'8 marzo scorso si fotografa in giacca, elegante, dice di essere un libero professionista e vivere a Valencia, in Spagna (dove potrebbe realmente essere stato, vista la precisa gelolocalizzazione di Facebook, prima di ritornare nei mesi scorsi nel Ferrarese).

Nelle foto, non ha nulla del killer spietato che in una settimana ha ucciso due volte, e ora è braccato da 800 uomini che si turnano tra Carabinieri dei reparti speciali (Gis, Tuscania, Cacciatori di Calabria), le teste di cuoio della Polizia (gli Uopi, unità operative pronto intervento, antiterrorismo), parà.

"Fare attenzione, per la delicatezza del momento e perché il ricercato è una persona "estremamente pericolosa: lo dimostra quello che ha fatto in questi giorni". E' il messaggio lanciato dal procuratore di Bologna Giuseppe Amato, ieri, dalla caserma di Molinella. "Bisogna avere prudenza nel muoversi, fare attenzione alle persone che si incontrano", ha detto Amato, consigliando alle persone, in caso di incontri di segnalare "tempestivamente alle forze di polizia senza intervenire direttamente. Non può non essere armato".

Il latitante potrebbe avere una sorta di covo nella palude, all'interno delle oasi naturalistiche di Marmorta e Campotto, dove potrebbe essere rimasto nascosto in questi giorni e dove forse stava facendo ritorno ieri sera, quando è stato intercettato da una pattuglia dei Carabinieri. Le forze dell'ordine, però, gli stanno con il fiato sul collo e - a quanto si apprende - sarebbe stato avvistato più di una volta ma sarebbe riuscito a sfuggire.