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MONDO

Roma

Il Papa in Sri Lanka e Filippine

Una settimana nel sud-est asiatico per testimoniare la sua vicinanza ai due Paesi provati da catastrofi e violenza

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Papa Francesco parte in serata per lo Sri Lanka, prima tappa del suo settimo viaggio apostolico (il quarto in Asia) che lo porterà poi nelle Filippine. In entrambi i paesi abbraccerà popoli provati in questi anni da molte catastrofi, naturali o causate dall'uomo: la guerra civile ha insanguinato lo Sri Lanka dal 1983 al 2009 mentre il popolo filippino ha pagato un prezzo altissimo a terremoti, tifoni (il più forte dei quali è stato Haiyan, le cui vittime il Papa raggiungerà a Tacloban) e conflitti armati come quello in atto nell'Isola di Mindanao.

"Non dobbiamo però dimenticare la catastrofe quotidiana della povertà e dell'ineguaglianza, che si vedono nei bambini e nelle famiglie che vivono per strada, dei senzatetto, della tratta di esseri umani, della disoccupazione e della sottoccupazione, della migrazione forzata, della prostituzione, degli stupefacenti, della corruzione, delle persone scomparse e del degrado ambientale", ha sottolineato alla vigilia del viaggio il cardinale di Manila, Luis Antonio Tagle. 

A Colombo, nel palazzo presidenziale, Papa Francesco incontrerà il nuovo presidente Maithripala Sirisena, che ha prestato giuramento appena il 9 gennaio scorso, dopo le elezioni volute dal predecessore Mahinda Rajapaksa che aveva anticipato la consultazione pensando di essere avvantaggiato dall'invito rivolto al Papa e che invece ha dovuto lasciare all'eletto l'onore di ricevere Bergoglio, le cui parole contro la corruzione politica sono state ripetute molto dai candidati nella campagna elettorale.

Nell'arcivescovado di Colombo, martedì 13, avrà luogo l'incontro con i vescovi dello Sri Lanka , e, nel Bandaranaike Memorial International Conference Hall, con gli esponenti di altre religioni. E mercoledì 14 gennaio il Papa presiederà la messa di canonizzazione del beato srilankese Giuseppe Vaz, e poi si recherà in visita in elicottero al santuario di Nostra Signora del Rosario a Madhu, da dove tornerà in serata a Colombo. Il giorno dopo, giovedì 15, Bergoglio farà visita alla cappella "Our Lady of Lanka" a Bolawalana e poi partirà per le Filippine. La giornata non prevede discorsi, ma nel corso del volo non è escluso che il Papa incontri i giornalisti. Venerdì è prevista la cerimonia di benvenuto al palazzo presidenziale di Benigno Simeon "Noynoy" Equino III, l'incontro con le autorità e il corpo diplomatico, e poi la messa con vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose nella cattedrale dell'Immacolata concezione di Manila e, nel pomeriggio, l'incontro con le famiglie filippine nel Mall of Asia Arena (presenta anche una donna di 100 anni con il suo bisnipote).

Il giorno dopo, sabato, viaggio in aereo a Tacloban, dove dirà una messa "con alcune centinaia di migliaia di fedeli" all'aeroporto internazionale. Il Papa ascolterà anche la testimonianza di famiglie povere, immigrati e disabili. Pranzo con alcuni superstiti del tifone Yolanda del 2013. Nel pomeriggio, incontro con sacerdoti, religiosi e seminaristi, e ritorno a Manila. Domenica, infine, incontro con i giovani nel campo sportivo dell'università, e la grande messa nel Rizal Park di Manila, nel giorno che la Chiesa filippina dedica al "santo nino", Gesu' bambino, e Angelus. La mattina dopo, lunedì 19, partenza da Manila e ritorno a Roma previsto per le 17.40.

Nel paese colpito dal tifone e da altre calamità naturali, prevedibile che Bergoglio affronterà tematiche ambientali ed ecologiche che poi saranno riprese nella sua prossima enciclica, la cui pubblicazione, secondo il portavoce Federico Lombardi, "non è imminente".