In questo video si possono sentire i colpi di artiglieria

Sunday morning and over three hours of heavy #Juba  fighting. Still ongoing. pic.twitter.com/6jETL4OvGM

— Paul Cruickshank (@pmcruickshank) 10 luglio 2016
Alcune drammatiche immagini dei combattimenti

#BREAKING: Fighting has resumed in #Juba again, Heavy artillery fire & Mortars being used pic.twitter.com/uoEM71Z4fX

— Amichai Stein (@AmichaiStein1) 10 luglio 2016
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MONDO

Riprende lo scontro tra il presidente Kiir e il suo vice Machar

Il Sud Sudan ripiomba nella guerra civile. Centinaia di morti nelle strade di Juba e Jebel

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Salva Kiir e Riek Machar
Il Sud Sudan “è di nuovo in guerra". Lo ha annunciato alla Bbc un portavoce del vice presidente Riek Machar, mentre infuriano i combattimenti tra fazioni ribelli.
 
Le forze fedeli al vice presidente hanno dichiarato che le loro postazioni nella capitale Juba sono state attaccate dalle truppe governative. Il colonnello William Gatjiath, portavoce militare di Machar, ha dichiarato alla Bbc che il presidente Salva Kiir "non vuole seriamente" un accordo di pace.
 
Il governo non ha replicato ai commenti del colonnello Gatjiath. Ha dichiarato che "centinaia" di soldati di Machar sono morti domenica e che truppe fedeli al vice presidente stanno avanzando verso Juba provenienti da varie direzioni.
 
I rappresentanti dell'Onu hanno segnalato pesanti conflitti a fuoco vicino al loro quartier generale, alla periferia di Jebel.  Gli scontri seguono due giorni di combattimenti tra sostenitori di Kiir e Machar.

Sabato il Sud Sudan avrebbe dovuto festeggiare il quinto anniversario della sua indipendenza dal Sudan. Cinque anni che sono però stati scanditi dalla guerra civile tra i due uomini forti del paese. Un conflitto atroce, scoppiato nel dicembre 2013 perché il presidente Salva Kiir aveva accusato il sue vice, Riek Machar, di aver complottato contro di lui, tentando un colpo di Stato. Da allora sono iniziati i combattimenti tra le forze governative e quelle fedeli a Machar. I primi scontri si sono verificati a fine 2013 nelle strade di Juba, ma ben presto hanno raggiunto anche Bor e Bentiu. Vecchi rancori politici ed etnici mai risolti, non hanno fatto che alimentare questo conflitto: decine di migliaia di sud sudanesi hanno perso la vita in questi ventotto mesi e oltre 2,3 milioni hanno dovuto abbandonare le loro case. A tutt’oggi,  2,8 milioni necessitano di aiuti umanitari per poter sopravvivere.  

A seguito di un accordo di pace, il 26 aprile del 2016 Riek Machar era rientrato a Juba ed aveva giurato come vice del Presidente Salva Kiir.  La tregua ha retto poche settimane e venerdi 8 luglio sono ricominciati gli scontri che stanno riportando il paese in una situazione di guerra civile. 

Centinaia i civili in fuga verso la base Onu di Tong Ping, vicino all'aeroporto di Juba




In questo video si possono sentire i colpi di artiglieria



Alcune drammatiche immagini dei combattimenti