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FOOD

La mostra a Roma fino al 6 gennaio

Il cibo immaginario

Al Palazzo delle Esposizioni la collezione di reclame “Il Cibo Immaginario, 1950 -1970 Pubblicità e immagini dell’Italia a tavola” racconta vent’anni di storia del nostro Paese

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di Paola Cutini
Dalla Ricostruzione all’Austerity, vent’anni d’Italia raccontati attraverso le immagini pubblicitarie sui prodotti alimentari. Gli stili e i linguaggi della reclame sul cibo aiutano a capire il passaggio del nostro Paese alla modernità e il modo in cui gli italiani, anche attraverso le pubblicità, sognavano il futuro. La mostra allestita al Palazzo delle Esposizioni di Roma, dal 3 dicembre al 6 gennaio, “Il Cibo Immaginario, 1950 -1970-Pubblicità e immagini dell’Italia a tavola”, propone questa chiave di lettura per interpretare l’affrancamento culturale del Paese.
 
La modernità in Italia è arrivata anche contestualmente al consumismo. Il cibo a un certo punto ha smesso di avere una funzione prettamente “nutritiva” e i riti del mangiare hanno aumentato il loro valore sociale, trasformandosi in oggetto delle pubblicità. L’esposizione, ideata e curata da  Marco Panella, prodotta da Artix in collaborazione con Coca-Cola Italia, Gruppo Cremonini e Montana, racconta una storia visiva d’Italia, proponendo oltre 300 immagini per rintracciare il cambiamento, anche nei modi di rapportarsi al cibo. I materiali cartacei messi insieme per la mostra sono stati recuperati dalla dispersione e vengono dalle riviste, dalle inserzioni pubblicitarie, dai cataloghi premio, dalle agende per la casa ecc.
 
Le immagini sono state organizzate in dodici grandi categorie: dall’Italia che cambia il suo paesaggio domestico con nuove forme, oggetti e colori all’Italia dei baby boomer, dall’Italia del tempo libero all’Italia degli intenditori, dall’Italia che sogna con i concorsi a premio all’Italia che scopre il risparmio e le offerte speciali, dall’Italia che seduce all’Italia in famiglia. E, infine, 28 fotografie restituiscono l’immagine dal vivo di com’era l’Italia alla quale quelle pubblicità parlavano, suggerivano e suscitavano emozioni.